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Libia: a Bruxelles raggiunto accordo per missione che blocchi ingresso armi

Si è parlato di Libia, oggi, nel Consiglio dei ministri degli Esteri dell'UE. Un dossier legato, per alcuni aspetti, a quello siriano

17 feb 2020

C'era soddisfazione, oggi, al termine del Consiglio dei Ministri degli Esteri europei. A Bruxelles – nonostante lo scetticismo della vigilia – è stata infatti raggiunta all'unanimità un'intesa politica per una missione che blocchi l'ingresso delle armi in Libia. Certificata invece la fine dell'”operazione Sophia”: nata con l'intento di contrastare l'attività degli scafisti; ma che secondi alcuni avrebbe paradossalmente incrementato le partenze. Il cosiddetto “pull factor”; che se dovesse nuovamente verificarsi, porterebbe al blocco della nuova missione. In Libia, intanto, la situazione resta preoccupante; con l'economia in ginocchio, a causa del blocco dei pozzi petroliferi; e circa 150 violazioni del cessate il fuoco. Senza contare la forte presenza di mercenari. Nelle scorse settimane Ankara avrebbe inviato, a sostegno di al-Sarraj, anche 3.000 miliziani islamisti, precedentemente impegnati in Siria; e che Erdogan, forse, temeva potessero riversarsi in Turchia. Tutto ciò avrebbe ulteriormente alleggerito il compito delle forze armate di Damasco, che al termine di una rapida offensiva hanno interamente liberato le aree periferiche di Aleppo ovest: sotto controllo jihadista dal 2012. La metropoli è ora al sicuro; non più sottoposta alla costante minaccia dei colpi di artiglieria, dei terroristi di Tahrir al Sham. L'avanzata – sostenuta dall'aviazione russa - prosegue anche nella provincia di Idlib; nonostante la Turchia continui ad inviare truppe e mezzi blindati sulla linea del fronte, tentando così di evitare il totale collasso delle formazioni qaediste e delle milizie alleate. Ma dopo la totale conquista della strategica autostrada m5, e la messa in sicurezza di Aleppo, i Governativi potrebbero anche accettare una tregua. Oggi, a Mosca, l'incontro fra una delegazione turca e le autorità russe per discutere della crisi. Colloqui che proseguiranno anche domani, non essendo stato ancora raggiunto un accordo.