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Libia: Haftar abbandona il vertice di Mosca, ma la fragile tregua sembra ancora tenere

"Gli sforzi - ha annunciato il Ministro agli Esteri russo Lavrov - continueranno"

14 gen 2020
Khalifa Haftar
Khalifa Haftar

Sembrava tutto compromesso, con la partenza di Khalifa Haftar da Mosca, nel bel mezzo delle trattative. “Così com'è l'accordo non lo firmiamo”, aveva tuonato l'”uomo forte della Cirenaica”, abbandonando il vertice al quale partecipava anche il suo acerrimo nemico, Fayez al Sarraj. Poi la parziale marcia indietro. “Haftar – ha annunciato il Ministero della Difesa russo – ha accolto positivamente” l'intesa su una tregua; ma prima di sottoscriverla gli servono “due giorni per discutere il documento con i leader delle tribù” che lo sostengono. Crisi non nuova, del resto, a improvvisi stop, seguiti da accelerazioni sul fronte diplomatico. Lavrov ha confermato che “gli sforzi continueranno”, per spingere le parti “a raggiungere accordi, piuttosto che sistemare le cose militarmente”. Un primo, decisivo, passo era stato fatto nel fine settimana, con l'adesione di principio – da parte di Tripoli e Bengasi – al cessate il fuoco. Erano tuttavia seguite reciproche accuse di violazioni della tregua; ma la situazione non era definitivamente precipitata; permettendo così lo svolgimento del summit nella Capitale russa. Ad irritare maggiormente Haftar, in queste ore, sarebbe il sospetto che Erdogan intenda sfruttare un eventuale accordo per imporsi come attore di riferimento in Libia. Il Presidente turco, dal canto suo, ha gettato benzina sul fuoco, minacciando di “dare una lezione” al Generale in caso di attacco. Ma la stampa riporta anche indiscrezioni in base alle quali vi sarebbero state significative pressioni da parte degli Emirati Arabi Uniti, per indurre Haftar al momentaneo “strappo”. Telefonata, intanto, fra Putin e Merkel in vista della conferenza internazionale a Berlino. Fonti vicine al Cremlino parlano di una oggettiva collaborazione in atto fra i due Paesi; e riguardante non solo questioni energetiche, ma anche geopolitiche.