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Macron attacca: “Basta bulli”. Trump dichiara guerra allo champagne. Von der Leyen: “I dazi un errore"

Il Parlamento europeo blocca l’intesa Ue-Usa. Il Forum di Davos si trasforma in una piazza politica globale, mentre l’Atlantico è attraversato da una nuova tempesta e una guerra dei dazi torna a seminare incertezze.

21 gen 2026
Emmanuel Macron, Donald Trump e Ursula von der Leyen
Emmanuel Macron, Donald Trump e Ursula von der Leyen

Sono i giorni dello scontro totale tra l’Europa e l’America di Donald Trump. Giorni in cui, come ha avvertito il premier belga Bart De Wever, i due continenti si avvicinano pericolosamente “al punto di rottura”. A emergere nella sfida al tycoon è Emmanuel Macron, preso volutamente di mira dal presidente americano. Dal palco svizzero, il capo dell’Eliseo attacca: “Trump vuole un’Europa vassalla, preferiamo il rispetto ai bulli”.

A innescare la nuova escalation è stato Trump che, prima di partire per la Svizzera, si era mostrato più conciliante sulla Groenlandia, parlando di una possibile soluzione con l’Europa. Poche ore dopo, però, l’inquilino della Casa Bianca è tornato all’attacco contro Macron per il rifiuto francese di aderire al Board of Peace per Gaza. “Nessuno lo vuole, lascerà l’incarico molto presto”, ha detto Trump, pubblicando anche un messaggio privato di Macron sul dossier Groenlandia e sulla proposta di un G7 a Parigi.

Il presidente Usa ha poi brandito la sua arma preferita, annunciando dazi al 200% contro due prodotti simbolo della Francia, vino e champagne. Una minaccia legata al no di Parigi all’iniziativa americana per la ricostruzione di Gaza, che vede solo 7 Paesi aver accettato su 52 invitati, inclusa la Russia. Per l’Eliseo si tratta di una misura inaccettabile, soprattutto se usata come leva politica e territoriale.

La risposta di Parigi è arrivata a stretto giro. A Davos, Macron si è presentato con occhiali a specchio per un problema alla vista, trasformando l’intervento in un vero one man show. Dopo le battute iniziali, l’affondo contro le ambizioni imperiali di Trump, l’uso dei dazi e il calpestare il diritto internazionale. Il presidente francese ha ribadito la necessità di ricorrere allo strumento Ue anti-coercizione, anche se al vertice dei 27 la sua posizione resta minoritaria.

Dalla cittadina alpina è intervenuta anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, definendo i nuovi dazi Usa “un errore” e assicurando una risposta europea ferma, unita e proporzionata. La leader Ue ha ribadito che l’indipendenza europea è ormai un imperativo strutturale e ha rilanciato gli accordi commerciali dell’Unione, a partire dal Mercosur, mantenendo aperto il canale del dialogo con Washington.

Una prima risposta concreta è arrivata però dall’Eurocamera. Il leader del Ppe Manfred Weber ha annunciato l’intesa per sospendere l’accordo Ue-Usa sui dazi dello scorso luglio, il cui via libera era atteso il 26 gennaio. La mossa divide le forze politiche, ma segna un cambio di passo.





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