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Masha Salimi: nelle proteste in corso in Iran c'è un senso di “speranza collettiva”

Iraniana all'Estero da più di 20 anni, ex studentessa di UniRSM, ora in Italia. “Sistemico”, sottolinea, il problema alla base delle manifestazioni che stanno scuotendo la teocrazia

10 gen 2026
Masha Salimi
Masha Salimi

“Oggi, come oggi – sottolinea l'iraniana all'estero Masha Salimi -, il problema non è più la libertà delle donne, a differenza di quelle che abbiamo visto in passato; quindi il velo non è ormai un problema, la libertà delle donne parzialmente è stata acquisita”. La ex studentessa dell'Università di San Marino, fa sapere di essere tornata in Italia il 31 dicembre, dopo un viaggio di due settimane nella Repubblica Islamica.

“In gran parte del Paese – rivela - il velo non si porta più; ma oggi il problema è qualcosa di più profondo. E' un problema sistemico, sociale, economico e umano; tanto è vero che le proteste sono partite da un'inflazione altissima, da un sistema economico in crollo. E quando un popolo di grande cultura, di talento e con delle grandi risorse economiche vede le proprie risorse economiche disperdersi per cause che non lo rappresentano, la situazione diventa insostenibile”.

Masha Salimi rimarca allora come le manifestazioni in corso in Iran siano partite da proprio da “questa situazione di grande disagio”. Queste proteste – a suo avviso - hanno una caratteristica particolare: “c'è un senso di positività – afferma -, di speranza collettiva; e secondo me questo dipende anche dall'appoggio che la gente sta ricevendo da parte degli Stati Uniti. Quindi noi speriamo che la voce, la volontà del popolo iraniano, venga rispettata per poter decidere il proprio futuro”.





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