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Medio Oriente, in fiamme due petroliere nelle acque di Bassora in Iraq

Nella notte 200 razzi di Hezbollah verso Israele, che ha minacciato di prendere il controllo del territorio libanese se il governo di Beirut non fermerà le milizie

di Pierluigi Mandoi
12 mar 2026

Nuova ondata di attacchi dell'aeronautica israeliana in varie zone dell'Iran, nel 13esimo giorno dall'inizio della guerra. Preso di mira anche un sito che sarebbe utilizzato dal regime per produrre armi atomiche. I media inoltre riferiscono di una massiccia esplosione nella zona dell’impianto nucleare di Fordow.

Situazione critica anche nel Golfo, dove nella notte due petroliere sono state avvolte dalle fiamme vicino al porto iracheno di Bassora dopo essere state colpite da droni acquatici di Teheran. A causa degli attacchi nello stretto di Hormuz, riferisce l’Agenzia Internazionale per l’Energia, la produzione di greggio nel Golfo è scesa di circa 10 milioni di barili al giorno: la più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia. Il rilascio previsto di oltre 400 milioni di barili dalle riserve strategiche globali ha però permesso al Brent di fermare la sua corsa e tornare sotto i 100 dollari al barile.

Sul fronte del Libano, Hezbollah ha lanciato nella notte 200 razzi verso Israele nel più vasto raid del gruppo dall’inizio della guerra. Il ministro della Difesa israeliano ha minacciato di prendere il controllo del territorio libanese se il governo di Beirut non fermerà le milizie. In Italia, intanto la premier Meloni ha detto di essere in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto dopo che ieri la base militare italiana di Erbil in Iraq è stata colpita da un drone Shahed. Palazzo Chigi ha espresso solidarietà al contingente dell’esercito, rimasto incolume perché protetto nei bunker.





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