L’esercito israeliano entra in Libano. Avviate operazioni terrestri contro le postazioni militari di Hezbollah nella parte meridionale del Paese, in parallelo agli attacchi aerei che continuano e che oggi, lunedì, hanno provocato la morte di quattro persone, tra cui due bambini, nella località di Qantara. La situazione umanitaria nel Paese dei Cedri è sempre più critica: sono oltre 900mila gli sfollati secondo la Croce Rossa locale, molti dei quali costretti a vivere in strada. Madrid definisce quanto sta accadendo come una “vergogna” accusando Israele di violare sistematicamente il diritto umanitario e la sovranità libanese.
Intanto a tenere banco nel dibattito internazionale è il nuovo duro monito del presidente americano Donald Trump sullo stretto di Hormuz: ci sarà un “futuro molto negativo” per la Nato se non riuscirà a garantire la sicurezza dello snodo petrolifero marittimo. In risposta, l’Alta Rappresentante europea Kaja Kallas ha detto che lo stretto è fuori dall’area di intervento dell'Alleanza. Il leader della Casa Bianca ha chiesto supporto anche alla Cina, e Pechino ha replicato esigendo che Washington modifichi "i suoi comportamenti scorretti sul commercio”.
In Iran, il regime ha continuato a lanciare missili balistici verso Israele, e in mattinata le operazioni all’aeroporto di Dubai sono state sospese per alcune ore a causa di un incidente con un drone. Il capo della magistratura della Repubblica Islamica ha ordinato “nessuna clemenza” e processi rapidi per chi è sospettato di collaborare con Israele e Stati Uniti, dopo gli arresti nelle scorse settimane di centinaia di oppositori.