Il conflitto in Medio Oriente si intensifica mentre cresce la tensione su più fronti tra Iran, Israele e Stati Uniti. Nelle ultime ore nuovi attacchi aerei hanno colpito Teheran e altre aree del Paese, con esplosioni segnalate soprattutto nel nord e nel nord-est della capitale. Secondo l’esercito israeliano, nelle ultime 24 ore sono stati presi di mira oltre 400 obiettivi militari, tra cui lanciatori di missili balistici e siti di produzione di armamenti.
Gli attacchi hanno interessato anche impianti petroliferi nella capitale iraniana. Le autorità di Teheran denunciano il rilascio nell’aria di sostanze tossiche e materiali pericolosi che, secondo il ministero degli Esteri, starebbero mettendo a rischio la salute dei civili e causando possibili piogge acide. La Protezione civile ha invitato la popolazione a restare in casa mentre sulla città si è diffusa una vasta nube scura dopo le esplosioni nei depositi di carburante.
Nel frattempo l’Iran continua la sua offensiva nella regione. Attacchi con missili e droni hanno colpito diversi Paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kuwait. A Sitra, in Bahrein, un drone iraniano ha provocato diversi feriti e danni ad abitazioni civili. In Arabia Saudita un raid contro un edificio residenziale nel governatorato di al-Kharj ha causato almeno due morti e una dozzina di feriti. Il Kuwait ha dichiarato che dall’inizio della guerra sono stati lanciati contro il Paese 234 missili e oltre 400 droni.
Proseguono anche gli attacchi verso Israele. Nuovi lanci di missili dall’Iran hanno fatto scattare le sirene d’allarme nel centro del Paese e nell’area di Tel Aviv, dove i soccorritori hanno segnalato diversi feriti, uno dei quali in condizioni gravi. Nel nord continuano inoltre gli scambi di fuoco con Hezbollah dal Libano, mentre nella notte si sono registrati combattimenti nell’area orientale del Paese, vicino al confine con la Siria.
Sul piano politico resta incerta la successione alla guida dell’Iran dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei negli attacchi del 28 febbraio. L’Assemblea degli Esperti avrebbe scelto come nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, figlio del leader scomparso, anche se l’annuncio ufficiale non è ancora arrivato e persistono divisioni interne al sistema politico iraniano. Le Guardie Rivoluzionarie hanno comunque dichiarato fedeltà al nuovo leader.
Intanto dagli Stati Uniti il presidente Donald Trump difende l’operazione militare contro Teheran, affermando che tutte le opzioni restano sul tavolo e che l’aumento dei prezzi del petrolio rappresenta “un piccolo prezzo da pagare” per la sicurezza. Il bilancio delle vittime americane nel conflitto è salito a sette dopo la morte di un altro soldato ferito in Arabia Saudita.