Passi avanti verso la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, è atteso nelle prossime ore in Pakistan con una piccola delegazione. Nella capitale Islamabad, dove è già presente un team logistico e di sicurezza statunitense, sono previsti dei colloqui preparatori con i mediatori pachistani prima delle trattative vere e proprie che si dovrebbero svolgere nel fine settimana. Washington, secondo quanto riporta la CNN, sta mandando in Pakistan l’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff, e il genero del tycoon, Jared Kushner.
Non ha in programma di partecipare al momento il vicepresidente JD Vance, che aveva presieduto i primi colloqui, e non ci sarà sicuramente neanche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, che ha lasciato la sua squadra negoziale per dissidi interni: è stato criticato per aver tentato di inserire la questione nucleare nelle trattative con gli Stati Uniti ed è stato costretto a dimettersi. Al suo posto potrebbe arrivare il ‘Falco’ Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, ma anche lo stesso Araghchi starebbe cercando di assumere la guida dei colloqui.
In vista della possibile ripresa del dialogo Pete Hegseth, capo del Pentagono, ha lanciato un avvertimento diretto a Teheran: il governo iraniano, ha detto, ha la possibilità di concludere un “buon accordo”, ma se questo non avverrà gli Stati Uniti sono pronti a colpire di nuovo.