L'attuale recrudescenza degli attacchi da remoto potrebbe avere una duplice chiave di lettura. Da una parte l'ipotesi che le parti in conflitto intendano aumentare la pressione per avere più carte da giocare sul tavolo negoziale; ma non è certo da escludere una prosecuzione sine die delle ostilità, vista l'attuale asprezza comunicativa. Specie dopo quanto sarebbe accaduto la notte di Capodanno a Khorly, nel Kherson occupato. Mosca ha aggiornato a 27 vittime – fra cui due bambini -, il bilancio del riferito attacco ucraino ad un bar ed un hotel. Chiedendo all'ONU di condannare quello che ha definito un “terribile atto terroristico”. Colpiamo solo “obiettivi militari”, ha replicato Kiev; denunciando al contempo nuovi raid russi con droni, che stando ai report avrebbero centrato anche un ospedale nel Chernihiv.
Previsto per domani un vertice fra rappresentanti di Ucraina, Paesi europei, NATO, UE e Stati Uniti. Dall'altra parte il Ministero della Difesa russo ha riferito di aver consegnato a Washington i dati ottenuti dagli strumenti di navigazione di uno dei droni che sarebbero stati utilizzati nel presunto attacco alla residenza di Putin a Novgorod. Silente, al momento, la Casa Bianca, di fronte alle reciproche accuse dei belligeranti di volere sabotare le trattative di pace.
Tutt'altra postura invece riguardo alle proteste contro il costo della vita in corso in Iran; già 6 persone – incluso a quanto pare un membro delle forze di sicurezza – avrebbero perso la vita durante i tumulti. Gli Stati Uniti sono “pronti a intervenire” - ha ammonito Trump – se verranno uccisi manifestanti pacifici. “Che stia attento ai suoi soldati”, ha risposto Ali Larijiani. “Qualsiasi ingerenza americana in una questione interna – ha avvertito il consigliere della Guida Suprema – equivarrebbe a destabilizzare l'intera Regione”. Israele guarda con interesse, a questo momento di fragilità della leadership di Teheran. Il Mossad ha invitato i manifestanti ad intensificare le proteste, affermando di essere presente con loro “sul campo”.