Due uomini estratti vivi da un tunnel dopo essere rimasti intrappolati per oltre una settimana. Una notizia di speranza arriva dal Nepal, dove continuano senza sosta le operazioni di ricerca delle migliaia di persone disperse dopo la catastrofica inondazione dello scorso 26 agosto. I due sopravvissuti sono Sanjay Sah e Kabir Maharjan, operai dell’impianto idroelettrico Upper Trishuli 3A, nel nord del Paese.
Le condizioni dei due uomini sono differenti. Sah, caposquadra meccanico, non avrebbe riportato conseguenze particolarmente gravi, mentre Maharjan, supervisore meccanico, sarebbe in condizioni più serie e avrebbe difficoltà a muovere braccia e gambe. Entrambi sono stati trasferiti in ospedale a Kathmandu.
Il salvataggio dei due operai rappresenta una delle poche buone notizie in un bilancio che continua invece ad aggravarsi. Secondo gli ultimi dati riportati dalle autorità, almeno 1.280 persone hanno perso la vita e oltre 5.600 risultano ancora disperse dopo l’ondata di acqua, ghiaccio, rocce e detriti che ha investito diverse valli lungo il confine tra Nepal e Cina. Tra le persone di cui non si hanno ancora notizie figurano oltre 900 dipendenti e operai degli impianti idroelettrici nepalesi, molti dei quali potrebbero essere rimasti intrappolati nelle gallerie.
Nel vicino Tibet, secondo i dati ufficiali diffusi dal governo cinese, 21 persone sono morte e altre 541 risultano al momento disperse. Ancora nessuna traccia di Marco Ratto, Luca Barachini e Patrizia Marziale. §