"Era imperativo agire subito e avevamo bisogno di un nuovo alleato come Trump per farlo. Dovevamo agire subito, altrimenti l'Iran avrebbe ottenuto l'immunità". Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato a Fox News le ragioni dell'attacco congiunto con gli Usa contro l'Iran.
"Hanno iniziato a costruire nuovi siti, nuovi luoghi, bunker sotterranei, che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche nel giro di pochi mesi", ha aggiunto. "Se non si interviene ora, non sarà possibile farlo in seguito, e allora potrebbero ricattare e minacciare l'America, Israele e tutti gli altri" ha detto ancora Netanyahu, la cui intervista è stata ripresa dall'israeliana Kan News. "Non avremo una guerra infinita", ha insistito, assicurando che si tratterà invece di un'azione "rapida e decisiva".
Netanyahu ha anche affermato, si legge nella trascrizione dell'intervista pubblicata dall'israeliana Kan News, che "l'Iran grida 'Morte all'America' e 'Morte a Israele' da anni. Gli iraniani hanno bombardato le ambasciate statunitensi, hanno tentato due volte di assassinare Trump, hanno ucciso i propri cittadini e hanno dispiegato una rete terroristica". "Questo è un regime impegnato a danneggiare l'America", ha aggiunto.
Il primo ministro ha elogiato il presidente degli Stati Uniti Trump: "Quando America e Israele lavorano insieme, accadono cose straordinarie. Non sarebbero mai accadute senza la sua leadership. L'ho incontrato prima del suo secondo giuramento e la prima cosa che mi ha detto è stata: 'Dobbiamo impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare', perché vedeva in ciò una minaccia chiara e immediata per gli Stati Uniti".
"Quando c'è un regime come quello iraniano che vuole distruggere gli Stati Uniti, questa è la minaccia più grande per l'America", ha dichiarato. "Abbiamo cercato di agire inizialmente con l'Operazione Midnight Hammer, ma non hanno imparato la lezione. I negoziati non hanno funzionato e abbiamo dovuto agire".
Intanto la guerra prosegue. Nelle ultime ore Washington e Tel Aviv hanno annunciato nuovi raid contro obiettivi militari iraniani, colpendo centri di comando delle Guardie rivoluzionarie, sistemi di difesa e infrastrutture strategiche. Secondo fonti internazionali, i bombardamenti hanno interessato in particolare l’area di Teheran. Il bilancio provvisorio parla di oltre 500 morti in Iran dall’inizio dell’escalation, mentre si registrano vittime anche in altri Paesi della regione.
Gli Stati Uniti hanno confermato la morte di sei militari americani. L’Iran ha risposto con il lancio di missili e droni verso obiettivi israeliani e basi collegate agli Stati Uniti nel Golfo. Colpita anche la missione diplomatica americana a Riyadh, senza vittime. Le tensioni si sono estese a diversi Paesi dell’area, con sistemi di difesa attivati in più Stati. Teheran ha inoltre annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico petrolifero mondiale, aumentando i timori di ripercussioni sui mercati energetici.