Sono caduti drammaticamente nel vuoto gli appelli alla tregua olimpica lanciati nelle scorse ore. Le parole di speranza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Papa Leone XIV si sono infrante contro la realtà di un'altra notte di guerra in Ucraina. Mosca non ha fermato i motori dei suoi bombardieri strategici; al contrario, ha intensificato l'offensiva da est a ovest cercando in particolare di colpire le infrastrutture critiche del Paese.
Secondo quanto riferito dai media locali e confermato dall'Aeronautica militare, già dalle prime ore della notte, i cieli ucraini sono stati invasi da ondate di droni. Alle 02:30, i radar ne segnalavano circa 200 in sorvolo su diverse regioni. La strategia russa ha mirato al cuore energetico della nazione. Il gestore della rete statale, Ukrenergo, ha confermato che la Russia sta effettuando un "massiccio attacco alle strutture della rete elettrica ucraina".
Le conseguenze sono state immediate: a causa dei danni ingenti, sono state applicate "interruzioni di emergenza nella maggior parte delle regioni". Particolarmente colpita la parte occidentale del Paese, solitamente più al riparo rispetto al fronte orientale. Nella regione di Ivano-Frankivsk, la città di Burshtyn è stata scossa da una serie di esplosioni: ne sono state contate almeno sei dall'inizio della notte mentre i missili Kalibr si dirigevano sull'obiettivo. Segnalazioni di esplosioni arrivano anche da Amber, un centro industriale noto proprio per ospitare una centrale termoelettrica.
Oltre ai droni Shahed, la Russia ha lanciato missili da crociera dal Mar Nero e si sospetta l'utilizzo di un missile ipersonico Zircon diretto verso Vinnytsia. Le sirene hanno suonato anche a Leopoli e Khmel'nyc'kyj, mentre a Kharkiv un drone ha colpito il distretto di Kholodnogirskyi. Mentre i tecnici tentano di avviare i lavori di ripristino "non appena la situazione di sicurezza lo consentirà", l'Ucraina si risveglia al buio e sotto le macerie, con la consapevolezza che la diplomazia della tregua, per ora, non ha trovato spazio.