Dopo mesi di dibattito, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme relative al rilascio delle patenti di guida, ponendo l'obiettivo primario di migliorare la sicurezza e ridurre il numero di vittime della strada, che attualmente ammonta a quasi 20.000 all'anno in Europa. Le modifiche approvate disegnano un quadro normativo più severo, più tecnologico e con una marcata enfasi sulla formazione, ma introducono anche un’importante novità per i più giovani, abbassando l'età minima per l'ottenimento della licenza.
"È un passo importante per la sicurezza delle nostre strade", ha esultato il pesarese Matteo Ricci, uno dei relatori del testo. "Nel 2024 abbiamo avuto 20mila vittime in tutta l’Unione, troppe. È il momento di agire".
La riforma stabilisce l'introduzione della possibilità di ottenere la patente di guida (categoria B, per le automobili) già a 17 anni. Tuttavia, questa concessione è vincolata a una condizione cruciale: i neopatentati dovranno guidare accompagnati da un conducente esperto fino al compimento dei 18 anni. Per la prima volta in assoluto, l'Unione Europea introduce per i conducenti meno esperti una sorta di periodo di prova di almeno due anni. Durante questo periodo, le regole saranno molto più rigorose. I neopatentati che verranno trovati a guidare in stato di ebbrezza, senza cintura di sicurezza o senza l'utilizzo dei dispositivi di sicurezza appropriati, saranno soggetti a sanzioni più severe. La riforma affronta anche la carenza di conducenti professionisti. Sarà consentito ottenere la patente per la guida di un autocarro (categoria C) a 18 anni e quella per gli autobus (categoria D) a 21 anni, ma solo se in possesso di un certificato di abilitazione professionale. In assenza di tale certificato, l'età minima resta fissata rispettivamente a 21 e 24 anni.
Uno dei pilastri fondamentali della riforma riguarda il giro di vite contro chi ha avuto la patente ritirata in un altro Stato. Fino ad oggi, circa il 40% delle infrazioni transfrontaliere restava senza conseguenze serie. Con le nuove norme, invece, la decisione di sospensione o ritiro della patente stabilita da un Paese UE sarà estesa e riconosciuta su tutto il territorio dell'Unione. Questo significa che chi commette un'infrazione grave in uno Stato diverso da quello che ha rilasciato la patente non potrà più guidare in nessun altro Paese europeo.
La formazione e gli esami per l'ottenimento della licenza diventeranno più severi, soprattutto sul fronte della sicurezza stradale. Il pacchetto prevede nuovi obblighi: l'esame dovrà ora includere domande sui rischi legati agli angoli ciechi, sui sistemi di assistenza alla guida e sull'apertura sicura delle porte. Inoltre, si affronteranno i rischi di distrazione derivanti dall'uso del cellulare. Un'ulteriore enfasi verrà posta sulla maggiore consapevolezza dei rischi per gli utenti della strada più vulnerabili, come i pedoni, i bambini e i ciclisti. A livello logistico, la patente non sarà più solo fisica. Sarà introdotta la possibilità di avere la patente in formato digitale, anche sul cellulare.
Il terzo pilastro della riforma stabilisce nuovi limiti di validità e controlli sanitari più approfonditi. Per le automobili e i motocicli, la patente sarà valida per 15 anni. Gli Stati membri avranno comunque la facoltà di ridurre questo periodo a 10 anni se la patente funge anche da documento d'identità nazionale. La patente per autocarri e autobus avrà invece una validità di 5 anni. Inoltre, i Paesi dell'UE potranno optare per una riduzione del periodo di validità per i conducenti di età pari o superiore a 65 anni, al fine di sottoporli a corsi di aggiornamento o a controlli medici più frequenti. Infine, la visita medica necessaria per ottenere la prima patente o al momento del rinnovo si estenderà oltre gli esami della vista, includendo anche delle verifiche sulle condizioni cardiovascolari.
Le norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue. Da quel momento, i Paesi avranno tre anni per recepirle nel diritto nazionale e un ulteriore anno per prepararsi alla loro attuazione, portando a un totale di quattro anni per la piena implementazione. Questo "pacchetto non è solo un insieme di regole: è un impegno concreto per rendere le nostre strade più sicure per tutti," come dichiarato da uno dei relatori.