La tensione sul fronte ucraino resta altissima mentre continuano i raid russi e si moltiplicano i segnali diplomatici legati alle mosse del Cremlino. Nella notte nuovi attacchi hanno colpito diverse regioni dell’Ucraina: a Kherson un adulto e un bambino di sei anni sono rimasti uccisi, mentre a Odessa un impianto energetico è stato centrato lasciando oltre 50.000 persone senza elettricità. Pesanti danni anche a Dnipropetrovsk, dove almeno sette persone – tra cui un minore – sono rimaste ferite.
Colpite inoltre aree rurali nella regione di Kharkiv, con una persona ferita. L’azienda energetica Dtek avverte che le riparazioni richiederanno tempo, lasciando Kiev e il sud del Paese sotto crescente pressione.
Sul piano politico, fanno discutere le dichiarazioni rilasciate da Vladimir Putin alla tv indiana India Today. Il presidente russo ha ribadito che il Donbass e i territori ucraini annessi saranno “liberati con la forza” se Kiev non accetterà il ritiro delle proprie truppe. Putin ha parlato anche del piano di pace discusso con Steve Witkoff e Jared Kushner, definendo l’incontro “molto utile” ma complesso: quattro pacchetti di proposte, 28 punti, molti dei quali ancora senza consenso. Ha inoltre affermato che Donald Trump starebbe “cercando sinceramente” una soluzione al conflitto, pur riconoscendo la difficoltà del compito.
In parallelo, Mosca annuncia l’abbattimento di 76 droni ucraini nella notte su diverse regioni russe, mentre sul fronte internazionale l’Australia sblocca un nuovo pacchetto di aiuti da 54 milioni di euro, destinato soprattutto all’acquisto di armamenti di lungo raggio e munizioni. Intanto Putin raggiungerà l’India questa sera per un vertice con il premier Narendra Modi. Al centro dell’incontro i rapporti di difesa, il commercio bilaterale e la cooperazione energetica, con Nuova Delhi chiamata a bilanciare la pressione occidentale e la storica vicinanza a Mosca.
Sul fronte diplomatico ucraino, è atteso a Miami l’incontro tra Steve Witkoff, Jared Kushner e Rustem Umerov, capo dei negoziatori di Kiev, confermato dall’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti. Un ulteriore tassello in un mosaico internazionale che cerca spiragli di dialogo mentre la guerra continua a colpire la popolazione civile.