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Riunione del Consiglio di sicurezza dopo notizie su imminente azione militare dell’Iran

Preoccupa anche la situazione siriana

7 ott 2019
la corrispondenzaLa corrispondenza di Massimo Caviglia
La corrispondenza di Massimo Caviglia

Il ritiro statunitense dal nord della Siria che sta avendo luogo in queste ore, e l’imminente invasione turca contro i curdi che pure avevano combattuto l’ISIS, sono stati il secondo campanello d’allarme per Israele dopo la mancata risposta americana al bombardamento iraniano del petrolio saudita. Proprio mentre Gerusalemme stava stringendo accordi con gli Stati arabi del Golfo in funzione anti Iran, a causa dell’atteggiamento americano Riyad sta rivendendo completamente la sua posizione verso Teheran. Poiché gli Stati Uniti si sono rivelati incapaci di rispondere alle minacce iraniane, la monarchia saudita sta compiendo importanti passi di riavvicinamento verso gli ayatollah, che accoglieranno a braccia aperte il maggior concorrente petrolifero per veicolarlo sotto l’ala protettiva russa e coordinare una nuova strategia congiunta per la vendita del greggio. Per Israele ciò significa che si troverà ad affrontare la minaccia iraniana da solo, e forse anche senza il supporto americano, visto il comportamento di Trump col principe saudita Salman. Intanto, grazie ai nuovi missili altamente tecnologici testati con successo contro i sauditi, il capo delle guardie iraniane ha dichiarato che “Distruggere Israele non è più un sogno ma finalmente un obiettivo raggiungibile”. Così a Gerusalemme si è riunito d’urgenza il Consiglio di sicurezza, dopo che dai servizi segreti sono giunte notizie allarmanti su un’imminente azione militare organizzata dall’Iran, rafforzato dalla vittoria su Arabia Saudita e Stati Uniti. E il ricordo della guerra del Kippur, quando Israele fu attaccato di sorpresa durante il giorno del giudizio, che inizia domani fino a mercoledì sera, potrebbe essere solo un timore sbiadito di fronte a una reale minaccia nucleare.

Massimo Caviglia