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Romania: caos politico dopo la decisione della Corte Costituzionale di annullare il primo turno delle Presidenziali

In corso perquisizioni della Polizia. Il candidato di estrema destra parla di “colpo di stato”; annullamento della tornata stigmatizzato anche dalla sfidante centrista

Cartina tornasole di un quadro internazionale sempre più polarizzato, quanto sta avvenendo. Specie in Romania, dove era atteso domani il ballottaggio delle Presidenziali; dopo l'exploit al primo turno dell'outsider Calin Georgescu. Imprinting di destra radicale; antisistemico anche nelle critiche a UE e NATO, specie sul dossier ucraino. Giorni fa il warning del Dipartimento di Stato americano. Prologo del colpo di scena: l'annullamento della tornata, da parte della Corte costituzionale; che pure in precedenza aveva convalidato tutto. A giustificare il dietro-front presunte interferenze – via TikTok – di altri Paesi; inevitabile si citasse la Russia. Decisione singolare anche nella tempistica: con migliaia di rumeni della diaspora già alle urne. In corso nel Paese perquisizioni. Georgescu ha parlato di “colpo di stato”. Perfino la sfidante centrista Lasconi ha condannato la pronuncia. Non però il Presidente in carica Iohannis, che forse non a caso si è rivolto a Bruxelles e alla NATO con messaggi rassicuranti. Senonché quanto avvenuto rischia di produrre effetti profondi; come il diffondersi dell'idea che esiti elettorali sgraditi alla leadership transatlantica siano comunque preclusi. C'è chi cita allora la recente tornata in Moldavia, decisa dal voto estero. Sullo sfondo i timori derivanti dal conflitto in Ucraina; con potenti pressioni contrapposte nello spazio post-sovietico. Parrebbe il caso della Georgia; dove proseguono proteste antigovernative di massa, alimentate da dichiarazioni pro-opposizione di inusitata asprezza della Presidente Zourabichvili. Pesante la risposta delle forze dell'ordine; dalle immagini emergerebbero tuttavia episodi di violenza anche da parte di alcuni manifestanti, a dispetto di una certa narrazione. Il caos come chiave di lettura anche di ciò che sta avvenendo in Corea del Sud: alleato chiave di Washington nella strategia di contenimento della Cina. Dopo il generale sconcerto per la legge marziale - dichiarata e poi subito ritirata da Yoon Suk-yeol -, la mozione di impeachment contro il Presidente è infine naufragata oggi in Parlamento a causa del boicottaggio del Partito al governo. Il cui leader ha in seguito annunciato le proprie dimissioni.

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