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Salta l'uso degli asset russi, ok a 90 mld di debito comune per Kiev

Vince la linea guidata dal Belgio. Meloni: "Ha vinto il buon senso". Ungheria, Cechia e Slovacchia si sfilano. Orban: "Decisione estremamente sbagliata che avvicina l'Europa alla guerra". Zelensky ringrazia: "Stiamo difendendo il futuro del continente"

19 dic 2025
Salta l'uso degli asset russi, ok a 90 mld di debito comune per Kiev

Dopo un lunga e intensa riunione la Commissione Europea in nottata ha trovato l'accordo per continuare a sostenere l'Ucraina: niente uso degli asset russi, come proposto e auspicato da Ursula von der Leyen e Friedrich Merz, ma via libera ad un prestito di 90 miliardi a Kiev attraverso debito comune.

Una trattativa complessa alla ricerca dell'unanimità necessaria per dare l'ok. A guidare l'elenco dei paesi contro l'uso dei beni russi congelati da inizio guerra è il Belgio, seguito da Italia, Bulgaria, Malta e Repubblica Ceca oltre a Ungheria, Cechia e Slovacchia. 

La Presidente della Commissione europea ed il Cancelliere tedesco hanno quindi dovuto cedere e ripiegare sul prestito da 90 miliardi di euro finanziato sul mercato dei capitali con la garanzia del Qfp, ovvero del bilancio pluriennale comunitario. Per ottenere l'indispensabile "sì" di Praga, Bratislava e Budapest è stato concesso loro la possibilità dell'opt-out, ovvero di non partecipare al prestito per Kiev.

E così, verso le 3:00, i 27 si sono riuniti per siglare l'accordo. "Se sai fare il tuo lavoro, e parli con le persone, si può arrivare ad un accordo. Mi sono preparato, ho parlato con molte persone, anche se non si svelano i segreti del mestiere", ha osservato, ammiccante, il premier belga Bart De Wever.

"Come avevo auspicato, all'Ucraina viene concesso un prestito a tasso zero di 90 miliardi di euro. - scrive il cancelliere Friedrich Merz in una nota al termine del vertice Ue - Questi fondi sono sufficienti a coprire le esigenze militari e di bilancio dell'Ucraina per i prossimi due anni. Si tratta di un messaggio decisivo in vista della fine della guerra, perché Putin farà concessioni solo quando capirà che questa guerra non gli conviene".

Il premier tedesco aggiunge che "i beni russi congelati rimarranno bloccati fino a quando la Russia non avrà pagato i risarcimenti all'Ucraina. Abbiamo già preparato il terreno per questo la scorsa settimana. L'Ucraina dovrà rimborsare il prestito solo dopo che la Russia avrà pagato i risarcimenti. E lo diciamo molto chiaramente: se la Russia non pagherà i risarcimenti, ricorreremo, nel pieno rispetto del diritto internazionale, ai beni russi immobilizzati per rimborsare il prestito".

"Sono contenta che si sia riusciti a garantire le risorse che sono necessarie, ma a farlo con una soluzione che ha una base solida sul piano giuridico e finanziario", ha spiegato Meloni al termine del vertice. "Ha prevalso il buon senso".

Soddisfatto anche il leader ungherese Viktor Orban: "Tre paesi hanno deciso di non partecipare [al prestito verso Kiev, ndr]. Si tratta di un opt-out per la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l'Ungheria. Quindi noi siamo innocenti" ha aggiunto. Il premier ha ribadito che si tratta di "una decisione estremamente sbagliata che avvicina l'Europa alla guerra". "Sembra un prestito - ha aggiunto - ma ovviamente gli ucraini non saranno mai in grado di ripagarlo. Quindi si tratta fondamentalmente di denaro perso". "La presidente della Commissione - ha spiegato - ha sempre presentato due opzioni: una era il congelamento dei beni, che è fallito, e l'altra era il prestito, ma il problema del prestito era che richiedeva una decisione unanime. Alla fine abbiamo rinunciato al diritto di veto e in cambio abbiamo ottenuto l'opt-out". 

Su X il presidente dell'Ucraina, Volodimir Zelensky, esprime gratitudine ai leader dell'Unione europea: "Si tratta - scrive - di un sostegno significativo che rafforza davvero la nostra resilienza". E aggiunge: "È importante che i beni russi rimangano immobilizzati e che l'Ucraina abbia ricevuto una garanzia di sicurezza finanziaria per i prossimi anni. Grazie per il risultato raggiunto e per l'unità dimostrata. Insieme stiamo difendendo il futuro del continente".





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