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Scontri nella notte a Beirut. Arrestato il direttore del porto

Sale il bilancio delle vittime

7 ago 2020
foto @ansa
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Una protesta antigovernativa è scoppiata ieri notte vicino al Parlamento libanese con scontri tra decine di dimostranti e la polizia che ha usato i gas lacrimogeni. Nell'esplosione di martedì è morta anche un'italiana, di 92 anni, e almeno 10 connazionali sono rimasti lievemente feriti.

C'è anche il direttore generale del porto di Beirut, Hassan Koraytem, tra le 16 persone arrestate ieri nell'inchiesta sulle esplosioni che hanno devastato la capitale libanese. La magistratura, inoltre, ha disposto il congelamento dei conti di 7 persone, tra cui lo stesso direttore del porto e il capo della dogana lbanese, Badri Daher. Le autorità hanno interrogato più di 18 funzionari portuali e doganali e altri coinvolti nei lavori di manutenzione del magazzino esploso martedì e 16 sono state messe in custodia. Il direttore generale del porto e il capo delle dogane, anch'essi agli arresti, mercoledì avevano detto alle emittenti libanesi che diverse lettere erano state inviate nel corso degli anni alla magistratura del paese chiedendo la rimozione di materiale altamente esplosivo immagazzinato nel porto. Secondo le autorità, quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio, utilizzato per i fertilizzanti, ma anche per costruire bombe, erano state tenute per sei anni senza misure di sicurezza nel magazzino esploso.

Un soccorritore francese, parlando al presidente Emmanuel Macron che si è recato sul posto, ha affermato che ci sono "buone possibilità" di trovare sopravvissuti sotto le macerie a Beirut. "Stiamo cercando un gruppo di 7 o 8 dispersi che potrebbero essere rimasti intrappolati in una sala operativa sepolta nell'esplosione" di martedì, ha detto il colonnello che guida la squadra di soccorso francese arrivata ieri.

Una folla di libanesi riuniti attorno al presidente francese, ha lanciato un appello alla Francia affinché li aiuti a cacciare i dirigenti politici dal potere. "Aiutateci! Rivoluzione!", ha scandito la folla in collera contro il presidente Michel Aoun e contro la classe politica, accusata di corruzione e mala gestione che hanno portato al disastro al porto della capitale. 'Ho sentito la rabbia del popolo libanese', ha detto il presidente francese Macron leggendo uno striscione con l'invito a non dare un euro al governo.

E' salito ad almeno 157 morti e 5mila feriti il bilancio delle esplosioni nel porto e gli sfollati sono 300mila.