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Sì dell'Onu al piano USA per Gaza. Russia e Cina si astengono. Netanyahu: "Porterà pace e prosperità"

Approvato il Board of Peace presieduto da Trump: governance transitoria a Gaza fino al 2027 in attesa della riforma ANP. Hamas rifiuta la tutela internazionale e il disarmo: "La forza ONU trasformata in parte del conflitto a favore dell'occupazione"

18 nov 2025
Sì dell'Onu al piano USA per Gaza. Russia e Cina si astengono. Netanyahu: "Porterà pace e prosperità"

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dato il via libera alla risoluzione americana riguardante il piano di pace per la Striscia di Gaza, un’iniziativa che autorizza l'invio di una forza internazionale di stabilizzazione e definisce una delicata tabella di marcia per il futuro dell'enclave palestinese. L'approvazione, giunta al termine di negoziati complessi, ha visto 13 voti a favore, con le significative astensioni di Russia e Cina. L’amministrazione statunitense, guidata dall'ex Presidente Donald Trump, ha espresso grande soddisfazione. Trump stesso, sul suo social Truth, ha commentato il voto come "incredibile" e un momento di "portata storica" che "contribuirà a promuovere la pace in tutto il mondo". Ha inoltre plaudito all'approvazione del Comitato per la pace (Board of Peace), un organo di "governance transitoria" che sarà presieduto da lui stesso e che opererà a Gaza fino al 31 dicembre 2027, in attesa della riforma dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP).

Il piano approvato prevede un cessate il fuoco permanente e completo nella Striscia di Gaza e la fornitura senza ostacoli di assistenza umanitaria. Un punto cruciale della risoluzione è l'autorizzazione di una forza internazionale che, secondo il testo, dovrebbe anche procedere al disarmo di Hamas. Israele ha accolto con favore l'iniziativa, lodando gli sforzi diplomatici di Trump e dichiarando che il piano "porterà alla pace e alla prosperità perché insiste sulla completa smilitarizzazione, sul disarmo e sulla deradicalizzazione di Gaza". Secondo l'ufficio del Primo Ministro, questo processo favorirà una maggiore integrazione tra Israele e i suoi vicini, espandendo gli Accordi di Abramo. La risoluzione stabilisce che, dopo la riforma dell'ANP e il progresso nella ricostruzione di Gaza, "potrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l'autodeterminazione e la sovranità palestinese".

Le reazioni palestinesi sono polarizzate. Da un lato, l'ANP ha accolto con favore l'adozione della bozza, sottolineando che essa afferma il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente. La ministra degli Esteri dell'ANP, Varsen Aghabekian Shahin, ha definito la risoluzione "il primo passo di un lungo cammino verso la pace," un passo necessario per raggiungere il cessate il fuoco prima di affrontare altre questioni cruciali. L'ANP ha espresso la piena disponibilità a cooperare con gli Stati Uniti, l'Unione Europea e gli Stati arabi e islamici per garantire l'attuazione immediata della risoluzione, il ritiro delle forze occupanti e l'avanzamento del percorso politico fondato sulla soluzione dei due Stati.

Dall'altro lato, Hamas ha espresso un netto rifiuto. In una dichiarazione su Telegram, il gruppo ha respinto l'invio di forze internazionali a Gaza, affermando che la risoluzione "impone un meccanismo di tutela internazionale sulla Striscia di Gaza, che il nostro popolo e le sue fazioni rifiutano". Hamas ha criticato aspramente l'assegnazione di compiti alla forza internazionale, inclusa l'istanza di disarmare la resistenza, sostenendo che ciò priverebbe la forza di neutralità e la trasformerebbe in una parte del conflitto a favore dell'occupazione israeliana. Il gruppo insiste che qualsiasi forza internazionale debba essere dispiegata solo ai confini per monitorare il cessate il fuoco e operare sotto la piena supervisione delle Nazioni Unite.

Nonostante il sostegno cruciale di Paesi arabo-musulmani influenti (tra cui Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Giordania), il voto non è stato unanime. Cina e Russia hanno motivato le loro astensioni esprimendo profonde riserve sulla formulazione della bozza. L'ambasciatore cinese Fu Cong ha dichiarato che la bozza è "carente sotto molti aspetti" in quanto non ribadisce esplicitamente un fermo impegno per la soluzione dei due Stati e non garantisce un ruolo centrale all'Autorità Nazionale Palestinese o all'ONU stessa negli accordi postbellici. Analogamente, l'ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha lamentato che la risoluzione "semplicemente non si poteva sostenere," citando la mancanza di strumenti di controllo e responsabilità, l'assenza della formula fondamentale dei due Stati e l'indeterminatezza sui tempi per il trasferimento del controllo di Gaza all'ANP. Mosca percepisce il Consiglio limitarsi a dare la sua benedizione a un'iniziativa basata unicamente sulle promesse di Washington.

"È ora essenziale -  ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric - tradurre lo slancio diplomatico in misure concrete e urgenti sul campo. L'Onu si impegna a svolgere il ruolo affidatogli nella risoluzione - ha aggiunto - e Guterres sottolinea l'importanza di procedere verso la fase 2 del Piano Usa, che porti a un processo politico per il raggiungimento della soluzione a due Stati".  Le agenzie umanitarie, intanto, hanno ribadito l'appello a Israele affinché consenta l'ingresso di più tende e di rifornimenti urgenti a Gaza dopo le prime forti piogge invernali, stimando che oltre 250.000 famiglie necessitano di aiuti d'emergenza per i rifugi.







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