Donald Trump torna ad alzare i toni nei confronti dell'Italia e della Nato, mentre sullo sfondo proseguono i delicati negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano ha dichiarato di essere "deluso dall'Italia e da tutti i leader della Nato", arrivando a mettere in dubbio la permanenza degli Usa nell'Alleanza Atlantica. "Non so se ritirarmi dalla Nato", ha affermato in un'intervista a Tgcom24.
Nel mirino del presidente statunitense c'è ancora una volta Giorgia Meloni. Trump ha accusato l'Italia di non essere disposta a partecipare all'azione contro l'Iran e la sua minaccia nucleare. "Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene", ha scritto sui social, aggiungendo che la premier italiana "non ci ha difeso".
Da Palazzo Chigi, però, nessuna replica. La linea scelta dal governo resta quella del silenzio, con l'obiettivo di preservare i rapporti tra Italia e Stati Uniti. Meloni, in visita al raduno degli alpini a Gemona del Friuli, ha dichiarato "avevo bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale", ribadendo la difesa dell'interesse italiano ma invitando allo stesso tempo ad abbassare i toni.
Il governo continua infatti a sottolineare la solidità del legame con Washington. Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito "incomprensibili" le dichiarazioni di Trump, ma ha ribadito che i rapporti con gli Stati Uniti restano solidi e che i principali dossier aperti continueranno ad andare avanti. Prosegue anche il lavoro diplomatico tra le due sponde dell'Atlantico per evitare nuove tensioni.
Nel frattempo, sul fronte mediorientale, le parole di Trump hanno rischiato di complicare ulteriormente i colloqui in corso in Svizzera tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano ha minacciato Teheran sul dossier nucleare, sullo Stretto di Hormuz e sul sostegno a Hezbollah, provocando una dura reazione iraniana. Nonostante il momento di tensione, i negoziati non si sono interrotti. La delegazione iraniana ha lasciato temporaneamente il tavolo delle trattative in segno di protesta, ma i colloqui sono proseguiti e continueranno a livello tecnico nei prossimi giorni. Secondo fonti diplomatiche americane, sarebbero stati registrati alcuni progressi nei colloqui, che riguardano il nucleare iraniano, la sicurezza nello Stretto di Hormuz e la situazione in Libano.