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Trump ritocca i dazi Usa: regge l'accordo con l'Ue. "Punite" Canada e Svizzera

Restano al 10% i dazi per la Repubblica di San Marino, il minimo previsto

1 ago 2025
Trump ritocca i dazi Usa: regge l'accordo con l'Ue. "Punite" Canada e Svizzera

Il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, ha firmato nella notte italiana un nuovo ordine esecutivo che introduce un importante aggiornamento della politica commerciale americana, imponendo dazi maggiorati fino al 41% su beni importati da oltre 70 paesi, tra cui diversi partner storici degli USA.

La misura, che entrerà in vigore il 7 agosto 2025, mira a stabilire ciò che la Casa Bianca ha definito una politica di "tariffe reciproche", modulata in base al comportamento commerciale dei singoli paesi nei confronti degli Stati Uniti.

La nuova ondata di misure vanno da un minimo dal 10% ad un massimo del 41%, contro la Siria. Inoltre, le nuove tariffe doganali sulle merci spedite via nave non saranno modificate prima del 5 ottobre 2025. Il primo dato di rilievo è che, nonostante i timori in Europa e la mancanza di unanimità, l'accordo stipulato dal presidente americano e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in Scozia ha retto. Nella lunga lista di Paesi colpiti dalla misure, infatti, l'Unione europea resta con un dazio del 15%, come stabilito nell'incontro bilaterale tra i due leader. Confermato anche quello per il Giappone, al 15%, e la Gran Bretagna al 10%. Penalizzato, invece, il Canada con un aumento dal 25% al 35%, "in risposta alla continua inazione e alle ritorsioni di Ottawa". Punita anche la Svizzera con una tariffa più ala di quella dichiarata il 2 aprile, al 39%.  

Invariati anche i dazi per l'India, al 25% e la Corea del Sud al 15%.  Il Brasile è ancora dato al 10%, ma un precedente ordine firmato da Trump nel pomeriggio di giovedì ha aggiunto un ulteriore dazio del 40% su alcune merci per "punire" il presidente Lula, in risposta al processo all'ex presidente brasiliano Bolsonaro.

Nessuna novità per la Repubblica di San Marino, il cui livello tariffario resta fissato al 10%, ovvero la soglia minima prevista dal nuovo sistema. In attesa di ulteriori aggiornamenti, il Titano si troverà in una posizione lievemente più favorevole rispetto a molti altri Stati che vedranno le proprie esportazioni verso gli USA tassate con dazi superiori.

Una stabilità che può diventare opportunità: questo scenario potrebbe, infatti, da un lato offrire vantaggi per imprese sammarinesi esistenti, dall'altro essere di stimolo per l'arrivo di nuove aziende che hanno nel mercato americano uno sbocco importante.







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