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Ucraina: duro monito di Mosca all'Occidente sulle nuove forniture di armi a Kiev

Nella battaglia di Severodonetsk, intanto, le forze russe avrebbero ripreso l'iniziativa

6 giu 2022

Si sarebbe sostanzialmente esaurita l'offensiva ucraina nell'oblast di Kherson; forse un diversivo, per distogliere truppe e mezzi russi dal fronte del Donbass, dove presumibilmente si deciderà la guerra. Nell'attesa i negoziati restano in stallo, perché la situazione è quantomai incerta, di difficile lettura. Le forze del Cremlino – dopo settimane di lenta avanzata, con un robusto accompagnamento di artiglieria – paiono ora impantanate nell'ultimo fazzoletto non ancora occupato dell'oblast di Luhansk: snodo strategico per un'azione ad ampio raggio sui bastioni di Sloviansk e Kramatorsk.

Scontri selvaggi nel saliente di Severodonetsk. Dopo una controffensiva a sorpresa degli ucraini, le forze russe parrebbero aver ripreso l'iniziativa; pur a costo di gravi perdite, essendo bersagliate dalle alture della vicina Lysychansk. Ma il quadro è tutt'altro che chiaro; e il flusso di news pesantemente inquinato dalla propaganda. Si tratta del resto di una battaglia decisiva; tanto che ieri Zelensky si era recato al fronte per incoraggiare le truppe. Che resistono – ha dichiarato -; pur aggiungendo come i russi siano “più numerosi e potenti”.

A Kiev si confida allora sulle nuove forniture di armi. Come i lanciarazzi multipli assicurati da Londra: scelta rivendicata dal Premier Johnson, ignorando il voto di fiducia. A stretto giro il monito all'Occidente di Lavrov. “Più lunga sarà la gittata degli armamenti che fornirete, più noi sposteremo avanti dal nostro territorio la linea oltre la quale la presenza dei neonazisti – così ha detto il Ministro - verrà considerata una minaccia” per la Russia. Lo stesso Lavrov ha anche duramente stigmatizzato la decisione di alcuni Paesi balcanici di vietare il sorvolo all'aereo che doveva portarlo in Serbia, per una visita. Scelta condivisa dall'UE. Si conferma intanto la forte assertività di Ankara sul fronte diplomatico. Turchia, Russia e Ucraina avrebbero infatti concordato uno schema preliminare per l'uscita da Odessa di navi cariche di grano.





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