Ucraina: Mosca dice “no” all'ipotesi di negoziati di pace in Vaticano

Si combattente aspramente nel Donbass; a Bakhmut l'epicentro degli scontri. Alta tensione intanto in Kosovo. Nella bufera il Parlamento europeo per il “Qatargate”. La Presidente Metsola annuncia l'avvio di un'indagine interna

Pare proprio sia il campo di battaglia a dover decidere questa crisi; caratterizzata dal fallimento di ogni tentativo di mediazione. L'ultimo della Santa Sede. “Offriamo uno spazio in cui le parti possano incontrarsi e avviare un dialogo”, aveva dichiarato proprio oggi il cardinale Parolin. Apertura obliterata da un ruvido intervento della portavoce del Ministero degli Esteri russo; con un riferimento piuttosto palese alle accuse di crudeltà ai soldati buriati e ceceni formulate nei giorni scorsi dal Papa, e che avevano creato un caso diplomatico con Mosca. Concentrata, piuttosto, in questa fase, sull'assedio a Bakhmut, nel Donetsk. Battaglia di estrema importanza, anche da un punto di vista psicologico. Un'eventuale caduta della città potrebbe infatti incidere sullo spirito combattivo della popolazione ucraina, già messo a dura prova dalla distruzione delle infrastrutture energetiche. Proprio oggi Kuleba aveva definito “abbastanza realistica” l'ipotesi di un blackout completo. Guerra senza più compromessi; e che in un qualche modo riverbera i propri effetti su altri quadranti.

Come nei Balcani, dove il Paese più vicino al Cremlino, la Serbia, è ormai ai ferri corti con le autorità di Pristina; e le tensioni interetniche nel nord del Kosovo rischiano di sfociare in un conflitto armato. A deteriorare ulteriormente il quadro le ultime spericolate esternazioni di Erdogan, che ha ricordato come i nuovi missili balistici turchi Tayfun possano colpire Atene. Retorica sempre più infuocata, di Ankara; che da tempo parla di un crescente rafforzamento militare nelle isole greche del Mar Egeo. Autorità politiche elleniche, peraltro, alle prese con la tempesta giudiziaria che ha portato all'arresto della vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, i cui beni sono stati congelati da Atene.

Qatar Gate”, così viene chiamata l'inchiesta sul presunto giro di mazzette, e che sta provocando un enorme danno reputazionale all'UE e all'Eurocamera, con pesanti ombre, in particolare, sul gruppo dei Socialisti & Democratici. Terremotati gli equilibri politici; da fonti interne al PPE critiche pesanti ai socialisti italiani, definiti figure “tossiche”. Nella Plenaria di Strasburgo la Presidente Metsola ha tuttavia chiesto di non strumentalizzare la vicenda per fini politici. Urla di contestazione durante il suo discorso. “Sono infuriata”, ha detto; parlando anche di democrazia europea “sotto attacco”. Annunciato l'avvio di un'indagine interna all'Europarlamento.

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