Quasi non vi è più traccia delle ipotesi negoziali prospettate dopo la telefonata fra Putin e Trump; sfumate, insieme all'idea di un vertice-bis da tenersi a Budapest. Si è tornati così ai consueti refrain: agli appelli affinché Kiev sia dotata di un maggior numero di missili a lungo raggio per colpire la Russia in profondità. E' il tema dell'odierna riunione londinese dei cosiddetti “volenterosi”. Insieme al “padrone di casa” Starmer, il Segretario generale NATO, i premier di Danimarca e Olanda, ed una serie di leader europei collegati da remoto.
Presente Zelensky, reduce dal Consiglio Europeo di ieri di Bruxelles, e accolto oltremanica con i massimi onori. Re Carlo III lo ha ricevuto al castello di Windsor; prima che il Presidente ucraino si recasse a Downing Street. Nel colloquio con il Primo Ministro britannico ha accusato Putin di voler provocare un disastro umanitario quest'inverno. Calato drasticamente, del resto – stando ad alcune fonti -, il rateo di intercetti di missili e droni lanciati sull'Ucraina; raid accompagnati da una costante pressione russa nel Donbass. Critica la situazione dei difensori in alcune località chiave come Pokrovsk e Kupyansk.
Da verificare, però, dall'altra parte, l'eventuale impatto delle sanzioni di Washington sull'export energetico del Paese aggressore. Il Cremlino – a parole – ostenta sicurezza. L'inviato di Mosca Dmitriev si è comunque recato oltreoceano per incontrare Witkoff. Uno dei protagonisti, peraltro, della trattativa che ha già portato al cessate il fuoco a Gaza. Più che una pace una fragile tregua; con il rischio che la situazione improvvisamente precipiti. Stando al Times of Israel, Hamas non conoscerebbe la posizione di 5 dei 13 cadaveri degli ostaggi ancora nella Striscia. Due potrebbero essere restituiti a stretto giro. La fazione islamista vuole “prendere tempo”, è l'accusa ripetuta anche in questa occasione da un funzionario dello Stato Ebraico. Ma per Gaza “non esiste un piano B” - ha dichiarato dal canto suo il Segretario di Stato USA Rubio; evidenziando al contempo la necessità di riforme all'interno dell'ANP. Che comunque – ha aggiunto - “non è un'organizzazione terroristica come Hamas”.