La Corea del Nord ha inviato oltre 1.000 soldati in Russia per supportare la guerra contro l’Ucraina, secondo l’agenzia di intelligence sudcoreana. Mentre cresce il coinvolgimento di Pyongyang nel conflitto, il senatore Marco Rubio ha esortato i Paesi europei a investire di più nella difesa e a partecipare attivamente alla deterrenza contro Mosca, pur sottolineando che la NATO non è a rischio immediato.
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atteso venerdì alla Casa Bianca per un incontro cruciale con Donald Trump riguardo a un accordo sulle terre rare da 500 miliardi di dollari. L’intesa prevede la creazione di un fondo congiunto USA-Ucraina per la ricostruzione, finanziato dal 50% dei profitti derivanti dallo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine. Tuttavia, il testo dell’accordo non include impegni concreti da parte di Washington sulle garanzie di sicurezza per Kiev, un punto su cui Zelensky ha espresso forti riserve.
Trump insiste affinché l’Europa assuma un ruolo centrale nel garantire la sicurezza dell’Ucraina, escludendo impegni diretti da parte degli Stati Uniti e proponendo invece truppe di peacekeeping europee, nonostante l’opposizione della Russia. Il tema sarà discusso domenica a Londra in un vertice ristretto tra i leader UE, tra cui il premier britannico Keir Starmer e la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. Le decisioni definitive saranno poi affrontate nel vertice straordinario UE del 6 marzo a Bruxelles, mentre il premier polacco Donald Tusk ribadisce il rifiuto a qualsiasi concessione territoriale alla Russia.