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Unione Europea: giornata decisiva per l'accordo sulle nomine delle cariche apicali

In corso il vertice dei 28; per la presidenza della Commissione cresce l'ipotesi Von der Leyen

2 lug 2019
stretta sulle nomine
stretta sulle nomine

La giornata, per le Istituzioni UE, non si era aperta nel migliore dei modi, quantomeno a livello simbolico. All'emiciclo di Strasburgo, in occasione dell'insediamento della nona legislatura, gli esponenti del Brexit Party avevano voltato le spalle, od erano rimasti seduti, durante l'esecuzione dell'Inno alla Gioia di Beethoven; ed anche alcuni parlamentari francesi avevano scelto di non alzarsi in piedi. Tutto ciò a testimonianza delle tensioni, che ormai da tempo interessano l'Unione. Decisiva, allora, per il futuro stesso del progetto, la partita delle nomine. Particolarmente delicata viste le diverse sensibilità dei vari Paesi; tanto che ieri, dopo una lunga maratona negoziale, era stato bocciato il cosiddetto “pacchetto di Osaka”, fortemente voluto dal “tandem” Merkel-Macron, che tra le altre cose vedeva, alla guida della Commissione Europea, l'olandese Timmermans. Ad opporsi un corposo gruppo di Paesi, tra i quali i “4 di Visegrad” e l'Italia, che tramite il proprio Premier Conte non ha nascosto la propria irritazione per quella che è stata ritenuta l'ennesima decisione calata dall'alto. Oggi, dopo una serie di bilaterali, nuovo vertice dei leader dei 28. Sul tavolo la proposta di Ursula Von der Leyen, del Ppe – attualmente Ministro tedesco alla Difesa -, come presidente della Commissione; di Christine Lagarde alla Bce. E poi il premier belga Michel, dei Liberali, al Consiglio; ipotizzati inoltre il socialdemocratico spagnolo Borrell ad Alto rappresentante, e il bulgaro Stanichev per i primi due anni e mezzo alla presidenza del Parlamento europeo, mentre a Manfred Weber sarebbe riservata la seconda parte del mandato. Intanto si allontana, per l'Italia, lo spettro della procedura d'infrazione. Dopo l'approvazione del disegno di legge – da parte di Roma - sull'assestamento di bilancio, l'attuale Commissione Ue si avvia infatti a chiudere il negoziato sui conti. Il pacchetto presentato ieri dal Governo Conte – del valore di oltre 7 miliardi di euro - avrebbe aiutato la trattativa, orientandola verso un chiusura positiva. I capi di gabinetto dei commissari europei si riuniranno questa sera, e il Collegio si terrà domani alle 12.30 a Bruxelles. I commissari discuteranno dei conti italiani a partire da una situazione corretta per il 2019, anche se - a quanto si apprende - mancano ancora rassicurazioni sul 2020.