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Usa-Iran, accordo raggiunto: venerdì firma e riapertura dello Stretto di Hormuz

Petrolio in calo dopo l'annuncio dell'intesa

15 giu 2026
Usa-Iran, accordo raggiunto: venerdì firma e riapertura dello Stretto di Hormuz

Donald Trump annuncia il raggiungimento di un'intesa tra Stati Uniti e Iran e fissa già una prima data simbolica: quella di venerdì, quando è prevista la riapertura dello Stretto di Hormuz contestualmente alla firma dell'accordo.

"Con l'apertura dello Stretto di Hormuz, prevista per venerdì, in concomitanza con la firma dell'accordo e per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo!", ha scritto il presidente americano su Truth. Trump ha poi rivendicato il risultato diplomatico: "Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale".

Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele durante la guerra contro la Repubblica islamica, in seguito all'annuncio di un memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. L'Iran "ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi". Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha confermato che gli impegni previsti dall'accordo entreranno in vigore venerdì e ha spiegato che i negoziati proseguiranno per altri 60 giorni, concentrandosi soprattutto sulla revoca delle sanzioni. Teheran - ha aggiunto - passerà alla fase successiva dei negoziati solo dopo lo scongelamento dei propri beni all'estero, la fine del blocco imposto dagli Stati Uniti e la conclusione formale del conflitto.

L'annuncio dell'intesa ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici. I prezzi del petrolio sono infatti scesi sensibilmente: il Wti perde il 4,8%, attestandosi a 80,80 dollari al barile, mentre il Brent cede il 3,9%, scendendo a 83,89 dollari.





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