Raggiunto un accordo per sospendere gli attacchi reciproci dopo un fine settimana di tensioni e minacce, tra Stati Uniti e Iran ora è giallo sull’ipotesi di un incontro per discutere della crisi di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump annuncia su Truth che Teheran ha chiesto un vertice e che si terrà martedì a Doha. Il ministero degli Esteri iraniano però lo smentisce: “Non sono previsti incontri tecnici dei gruppi di lavoro per questa settimana”. La Casa Bianca fa sapere che una delegazione composta dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente, sarà inviata questa settimana nella capitale del Qatar, ma anche che se necessario gli Stati Uniti si riservano il diritto di ricorrere nuovamente all’opzione militare.
Resta quindi fragile il cessate il fuoco tra Washington e la Repubblica Islamica, firmato solo undici giorni fa. L’ultima escalation, iniziata giovedì con l’attacco dei Pasdaran a una portacontainer nello Stretto e proseguita con raid reciproci su obiettivi militari, è tornata a scuotere i mercati finanziari globali facendo risalire in modo significativo i prezzi sia del gas che del petrolio.
Instabile anche il fronte libanese nonostante l’accordo quadro di venerdì finalizzato a raggiungere una “pace duratura” con Israele. Anche questa notte l’esercito dello Stato ebraico ha attaccato strutture di Hezbollah nel sud del Paese. Le milizie sciite, che si sono opposte all’intesa firmata a Washington, hanno accusato le forze israeliane di una “flagrante violazione” del cessate il fuoco, riservandosi la possibilità di “difendere la patria”.