Cresce la tensione internazionale legata alla crisi mediorientale. La Francia interdice dal suo territorio il ministro israeliano Ben-Gvir per i suoi comportamenti giudicati inaccettabili nei confronti degli attivisti della Flotilla. 50 di loro si trovano ancora ricoverati a Istanbul, uno è italiano. I suoi connazionali sono invece rientrati, atterrando a Roma e Milano. Coinvolte anche imbarcazioni sammarinesi: da qui l'apertura di un confronto diplomatico tra la Segreteria agli Esteri e Tel Aviv.
Sullo sfondo si alternano minacce e aperture tra Stati Uniti e Iran, alimentando l’incertezza dei mercati e dello scenario internazionale. Per l'ennesima volta negoziati in corso, ma senza un’intesa definitiva. Secondo media sauditi l'Iran si è offerto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per 10 anni e di diluire quello arricchito oltre il 20% all'interno del Paese; di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte di Washington. Il presidente Usa Trump delinea un bivio con una decisione da prendere entro domani: da una parte la possibile intesa, dall'altra l'opzione militare. Insomma, tra segnali contrastanti, le speranze rimangono appese alle incessanti trattative.