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Venezuela sotto le macerie, 164 morti e oltre 25.000 dispersi. Al sicuro i concittadini sammarinesi

Cinque i sammarinesi residenti in Venezuela. La Console Generale a Caracas, contattata dal dipartimento esteri, conferma: stanno bene. E aggiunge: "È un momento terribile per questo Paese"

di Monica Fabbri
25 giu 2026
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È ancora notte quando le mani iniziano a scavare. Mani di soccorritori, di vicini, mani di chiunque abbia sentito crollare il palazzo accanto. Il Venezuela è in ginocchio: due scosse devastanti — magnitudo 7.2 e 7.5 — squarciano la terra, lasciando dietro di sé almeno 164 morti, quasi mille feriti e oltre 25.000 dispersi.

È il terremoto più violento che abbia colpito il Venezuela da 126 anni. L'epicentro a soli dieci-tredici chilometri di profondità, lungo la faglia che separa la placca caraibica da quella sudamericana — abbastanza vicino alla superficie da trasformare ogni edificio in una trappola. Le onde sismiche si sono propagate fino in Colombia, a oltre 160 chilometri di distanza.

La cittadina più colpita è La Guaira, a venti chilometri da Caracas: decine di palazzi crollati, strade inghiottite dalle macerie, una comunità intera sepolta sotto il cemento. "Le pietre partivano come proiettili. Il boato è stato orribile", ha raccontato un sopravvissuto. In mezzo all'orrore, una notizia ferma il mondo: tre fratellini estratti vivi dalle macerie della loro casa. In quella manciata di secondi c'è tutto: la brutalità del disastro e, insieme, la testarda ostinazione della speranza. La presidente ad interim Delcy Rodríguez dichiara lo stato di emergenza.

Aeroporto chiuso, metro e ferrovia ferme, fornitura di gas sospesa. Le scuole tacciono. Gli hotel sono diventati rifugi. Aiuti stanno arrivando da Messico, Spagna, Francia, Stati Uniti. Papa Leone XIV ha inviato un primo contributo di centomila euro.

Anche San Marino segue con il fiato sospeso. Cinque i cittadini sammarinesi residenti in Venezuela — uno a Caracas, due a Valencia, due a Barquisimeto. Il Dipartimento Esteri ha attivato i canali diplomatici per raggiungerli. E la risposta è arrivata: la Console Generale a Caracas, Amelia Patricia Attardi, ha confermato che tutti i concittadini sammarinesi sono al sicuro.

"È un momento terribile per questo Paese", ha detto. Nel frattempo, nelle strade di La Guaira e di Caracas, si continua a scavare.





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