Venezuela ridotto al rango di colonia, stando alle dichiarazioni di Trump. Alla domanda se il riferito controllo statunitense sul Paese caraibico sarebbe durato mesi, un anno o più, l'inquilino della Casa Bianca ha lasciato poco margine alle interpretazioni: “direi molto più a lungo”, ha risposto. “Useremo il petrolio e lo importeremo”, ha aggiunto. Chiara, insomma, l'intenzione dell'Egemone di dettare le leggi del mercato dell'oro nero, incassando i relativi dividendi geopolitici. Sia nei confronti di un importatore netto come la Cina, rivale strategico; sia come leva di pressione sulla Russia: che ha nell'export energetico la chiave della propria economia.
In quest'ottica il sequestro della Marinera: la petroliera battente bandiera russa abbordata nelle acque tra la Scozia e l'Islanda, con l'accusa di aver violato le sanzioni stabilite unilateralmente da Washington. Nave che pare fosse scortata da unità militari di Mosca, con il rischio di una reazione che avrebbe portato a conseguenze potenzialmente catastrofiche. Troppo debole, però, il Cremlino, in questa fase; assorbito totalmente dalle evoluzioni della crisi ucraina. Da qui semplici dichiarazioni di condanna.
Fermata nel Mar dei Caraibi anche un'altra petroliera ritenuta legata a Caracas. Dove migliaia di persone sono scese in piazza a sostegno di Maduro, ma poco è dato sapere riguardo l'attuale equilibrio di poteri nella compagine bolivariana. La Presidente ad interim Rodriguez ha denunciato l'esistenza di una “macchia” senza precedenti nelle relazioni con gli Stati Uniti; altre dichiarazioni sono parse però un allineamento di fatto alla riedizione trumpiana della “dottrina Monroe”. Ha infatti precisato come il Venezuela debba avere relazioni con tutti i Paesi dell'Emisfero; sembra un'implicita presa di distanze da Pechino e Mosca. Dall'altra parte l'anima più ideologizzata dell'esecutivo chavista. “Terribile” l'attacco del 3 gennaio – ha rimarcato il Ministro dell'interno Cabello –; ricordando come il bilancio parziale sia di almeno 100 morti. Possibili nelle prossime settimane sviluppi.
Apparentemente una pedina di una strategia più ampia, comunque, il Venezuela. Dagli States nuovi riferimenti al dossier Groenlandia, definito dal Vicepresidente Vance “essenziale” per la sicurezza della Superpotenza. Trump – ha spiegato – è “disposto a spingersi fino a dove è necessario”. Assertività estrema, a livello internazionale, cui fanno però da contraltare faglie interne mai sopite.
Sta polarizzando l'opinione pubblica l'uccisione a Minneapolis della 37enne Renee Good, nel corso di un blitz delle forze speciali anti-immigrazione. Proteste arrivate anche a New York. I leader dem hanno chiesto un'indagine approfondita.