Si complica il percorso verso un possibile vertice di pace sulla guerra in Ucraina. Dopo giorni di indiscrezioni, la Casa Bianca ha precisato che “non ci sono piani per un incontro nell’immediato futuro” tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin. Cinque giorni fa i due avevano ipotizzato un nuovo faccia a faccia a Budapest, ma la prospettiva appare ora lontana. “Non voglio perdere tempo, non voglio sprecare un incontro”, ha commentato Trump, ribadendo di non aver ancora preso una decisione definitiva.
Secondo fonti americane e russe, i negoziati restano bloccati sulle richieste di Mosca: Putin pretende la cessione dell’intero Donbass, anche nelle aree non ancora occupate, e vuole che l’accordo preceda un cessate il fuoco. Posizioni giudicate inaccettabili da Kiev e dagli undici leader europei – tra cui Giorgia Meloni – che in una nota congiunta hanno riaffermato il sostegno al presidente Volodymyr Zelensky.
Nel frattempo, da Budapest il premier ungherese Viktor Orban continua a proporsi come mediatore. In un post sui social ha confermato che il ministro degli Esteri Péter Szijjártó è a Washington per i preparativi del vertice: “La data è ancora incerta. Quando arriverà il momento, lo organizzeremo”. Orban ha poi invitato la popolazione a partecipare alla marcia per la pace in programma domani, in concomitanza con l’anniversario della rivoluzione del 1956: “L’Ungheria è un’isola di pace e gli ungheresi sono dalla parte della pace. Ora abbiamo bisogno di essere in tanti”.