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In Vietnam circolano quasi 40 milioni di motorini, su 90 milioni di abitanti

26 nov 2018
vietnamIn Vietnam circolano quasi 40 milioni di motorini, su 90 milioni di abitanti
In Vietnam circolano quasi 40 milioni di motorini, su 90 milioni di abitanti - Notevoli i cambiamenti avvenuti in pochi anni nel Paese, che cresce dell'8% del Pil.
In Vietnam il notevole tasso di crescita annuo ha portato notevoli cambiamenti, come l'incredibile numero di moto e scooter, divenuti quasi un nuovo simbolo del Paese.

Il Vietnam, tra Cina, Cambogia e Laos, uno dei pochi Stati socialisti al mondo, con una reale parità tra uomini e donne, teatro di numerosi e sanguinosi conflitti, i cui effetti sono tuttora visibili sulla popolazione, cresce rapidamente, dell'8% del Pil su base annua, abbattendo la povertà e favorendo l'aumento dei salari.
Meta turistica ambita e ben promossa, tanto che sorgono nuove attrazioni di gran richiamo. Crescita evidente anche dall'abnorme numero di mezzi di trasporto che in poco tempo hanno sostituito le classiche biciclette: su 90 milioni di abitanti in Vietnam, sono ormai almeno 37 milioni quelli che possiedono uno scooter. L'auto è ancora troppo cara e allora tutti sulle due ruote. In tre, in quattro, intere famiglie sui motorini, che creano chiasso e inquinamento. I trasporti pubblici sono scarsi, le metropolitane non esistono, e per le città in enorme espansione come Saigon, oggi Ho Chi Minh City, non c'è altra soluzione.
Senza regole di educazione stradale, per di più: qui i pedoni devono tollerare, rassegnati, che i bolidi sfreccino senza riguardo anche sui marciapiedi, perennemente occupati da scooter in sosta. Non esistono precedenze, per evitare scontri si suona il clacson, per segnalare la propria presenza: ma se tutti suonano contemporaneamente, vi sfidiamo a capire chi sta segnalando cosa. Senza contare gli enormi problemi per chi deve attraversare la strada. Troveranno altre soluzioni, i vietnamiti sono un popolo laborioso e pratico. Ma per il momento, dobbiamo decisamente rivedere e riconsiderare il nostro concetto di traffico.

Francesca Biliotti