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World Ocean Summit: ad Abu Dhabi per discutere il futuro dell'acqua

3 mar 2019
Elisabetta NorziWorld Ocean Summit: ad Abu Dhabi per discutere il futuro dell'acqua
World Ocean Summit: ad Abu Dhabi per discutere il futuro dell'acqua - La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi
Tre giorni per discutere di acqua, di buone pratiche e del futuro degli oceani, soprattutto in questa parte del mondo. Quest'anno si svolge ad Abu Dhabi, dal 5 al 7 marzo, il World Ocean Summit, incontro annuale organizzato dall'Economist Group, che unisce politici, scienziati, ONG, ma anche mondo della finanza, per trovare soluzioni su come tutelare l'oro blu, cercando di conciliare due parole troppo spesso in contraddizione: sviluppo e sostenibilità.
Un tema delicato qui negli Emirati Arabi, non solo perché siamo nel deserto, dove, con un tasso annuo di precipitazioni di circa 100 mm, è in corso una riduzione delle riserve di acque sotterranee, ma anche perché grazie all’altro oro, quello nero, con un dispendio energetico e un impatto sull’ambiente molto pesanti - il 20% dell’energia della regione -, per avere l'acqua potabile viene dissalata senza limiti l’acqua del mare, con conseguenti danni anche all'ecosistema marino.
A questo si aggiunge una popolazione in costante crescita, che dovrebbe raggiungere i 10,4 milioni di persone entro i prossimi due anni, e una scarsa sensibilità verso la tutela dell’oro blu. Il risultato è che gli Emirati sono tra i maggiori consumatori pro capite di acqua al mondo. I numeri ufficiali? Secondo il Governo il consumo giornaliero per persona è di 500 litri.
E se nelle scuole si comincia finalmente a parlare di risparmio idrico, insegnando ai bimbi come consumare meno acqua, le istituzioni hanno messo a punto una “Strategia di sicurezza idrica” da qui al 2036 con l'obiettivo di ridurre della metà il consumo medio pro-capite. I progetti di blu economy, settore che sta attraendo sempre più investimenti in tutto il mondo, negli Emirati sono parecchi, e si stanno concentrando in particolare sulla dissalazione del mare utilizzando l'energia solare.
Intanto grazie anche al Cloud-Seeding – il Paese sta investendo molto in questa tecnica capace di aumentare la probabilità e l’intensità delle piogge fino anche al 35% –, il Governo sta cercando di ridare vita alle falde acquifere sotterranee, utilizzate per irrigare le coltivazioni e dalle industrie.
“Portare il Summit in questa regione – ha sottolineato Razan Khalifa al Mubarak, segretaria generale dell'Agenzia per l'Ambiente emiratina - è fondamentale per ridurre il gap tra le strategie economiche e di sviluppo del Paese, e la protezione dell'ambiente”.

Per approfondire: https://www.woi.economist.com

Elisabetta Norzi