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Zelensky: “buon compromesso” la proposta di Trump di congelare la guerra sull'attuale linea del fronte

Stando a Mosca e Budapest l'annunciato summit fra i Presidenti di Russia e USA non sarebbe ancora sfumato. Dura replica di Israele, intanto, sul dossier Gaza, ad una pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia

22 ott 2025

Da registrare, sul campo, la lenta avanzata delle forze di Mosca nel Donbass; con la cittadina chiave di Pokrovsk stretta ormai nella morsa degli assedianti. Pare convinta di avere il tempo dalla sua, la leadership russa; contraria ad un cessate il fuoco che preceda l'eventuale negoziato di pace. Al momento una chimera; seppure il vice ministro degli Esteri Ryabkov assicuri come stia continuando la preparazione del summit fra Trump e Putin.

Anche Orban – padrone di casa in pectore del vertice di Budapest, se mai si terrà – ha detto la stessa cosa; evitando però qualsiasi riferimento alle tempistiche. Per Zelensky l'occasione di spostare la pressione di Washington in campo avverso. Ha definito infatti un “buon compromesso” la proposta dell'inquilino della Casa Bianca di congelare la guerra sulla linea di contatto; sottolineando al contempo di dubitare che Putin sia d'accordo. Flette i muscoli, dal canto suo, il leader del Cremlino; supervisionata oggi un'esercitazione delle forze nucleari strategiche. Era “programmata” da tempo, è stato detto; ma non sfugge l'impatto di questo sfoggio di deterrenza in una fase così delicata. Caratterizzata da una recrudescenza degli attacchi da remoto.

Mosca ha rivendicato il massiccio raid notturno con droni e missili sull'Ucraina; sostenendo che il target fossero le strutture energetiche. Ma almeno 6 persone – fra le quali 2 bambini – sarebbero morte. Dall'altra parte Kiev – anche con missili a lungo raggio britannici – avrebbe colpito l'impianto chimico di Bryansk; e punta a coordinarsi con l'Europa per acquisire un maggiore peso negoziale.

Il Consiglio Europeo di domani partirà proprio dal dossier ucraino, con l'annunciata voce dissonante dell'Ungheria. Fonti UE parlano anche di un mancato consenso, a livello di ambasciatori, sull'uso degli asset russi immobilizzati.

Sul fronte mediorientale, intanto, da segnalare l'appello della Corte internazionale di giustizia affinché Israele non ricorra “alla fame” come metodo di guerra a Gaza. Ha anche dichiarato come non sia stato dimostrato che parte del personale dell'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi appartenesse ad Hamas. Dura la reazione dello Stato Ebraico; l'ambasciatore alle Nazioni Unite ha definito “vergognoso” il parere consultivo dell'Aja.





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