Signori Capitani Reggenti eletti,
Matteo Rossi e Lorenzo Bugli,
Onorevole Segretario di Stato per gli Affari Esteri,
Signore e Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare,
Distinte Autorità, Signore e Signori,
è un grande onore per me prendere la parola, a nome del corpo diplomatico qui accreditato, e farmi interprete dei sentimenti di tutti nell’esprimere a Voi, Signori Capitani Reggenti eletti, i voti migliori nel momento in cui inaugurate il vostro primo mandato come Supremi Magistrati della Repubblica di San Marino.
L’elezione che vi ha elevati alla responsabilità, della quale venite oggi investiti, è espressione degli organismi di rappresentanza dell’intera comunità sanmarinese che perpetua gli antichi diritti di libertà e di democrazia per che la rendono giustamente famosa in tutto il mondo.
Il senso vero di una comunità, infatti, sussiste nella solidale amicizia tra i membri della società: reciproca conoscenza e riconoscimento della legittimità delle posizioni, umiltà nella consapevolezza che, ciascuno di noi è portatore di un punto di vista unico che deve entrare in una cornice di dialogo; il rispetto per il valore assoluto della vita umana, anche dei nostri avversari politici, sono tutti beni senza i quali una società veramente democratica non può sussistere.
Tale visione non può darsi per scontata nella società, e ahimè ne abbiamo avuto anche di recente le prove.
Al giorno d’oggi, poi, ancor più ogni uomo rischia di essere strappato dalla sua comunità nativa, immediata, fisicamente reale, per scomparire nelle relazioni digitali, quasi eteree, reali ma, forse, non concrete, fatte di persone lontane, con le quali magari condividiamo il punto di vista, ma che non fanno parte di quello che è il nostro presente e il nostro luogo, né mettono in crisi la nostre convinzioni.
In tante parti del nostro mondo è necessario ricostruire un popolo, articolato nella complessità di strutture sociali condivise e, in questo, l’antica comunità di San Marino, fiera e indipendente, può veramente aiutare tutti noi.
Certo convintamente inserita nel mondo di oggi, con le sue tecnologie e la rete di istituzioni sovrannazionali, ma allo stesso tempo capace di non perdere una peculiarità preziosa di una comunità che porta la sua identità unica.
Si, il rituale cambio di Reggenza nella Serenissima Repubblica di San Marino, del quale siamo testimoni ogni sei mesi, ci parla di comunità, solidarietà, libertà e indipendenza; ci mostra una comunità millenaria che in queste sue caratteristiche tanto ha ancora da offrire al mondo.
Ci insegna che nessun problema, nessuno sviluppo positivo può essere raggiunto senza lo stare assieme.
Eccellenze, Signore e Signori,
La presente reggenza prende inizio a pochi giorni dell’apertura dell’80a Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il cui tema è “better together, 80 years and more for peace, developement and human rights”.
A seguito della seconda guerra mondiale e dei suoi crimini ed orrori, la comunità internazionale individuò tre pilastri, come base per il lavoro degli Organismi multilaterali: la pace, ovvero, lo sviluppo e i diritti umani.
Essi sono il costante orizzonte verso il quale si indirizza la collaborazione tra gli Stati e le altre Personalità Giuridiche Internazionali.
È ben chiaro , tuttavia, che nessuno di questi tre obiettivi può essere raggiunti se non in un’opera corale di tutti ...better together.
Si tratta di un’opera senz’altro mai terminata, che richiede la corresponsabilità e l’intelligenza di tutti gli attori internazionali, nel rispetto della dignità umana e delle relazioni oggettive tra gli esseri umani, scevre da visioni ideologiche di qualunque genere. L’importanza dell’opera di pace e sviluppo rappresentata dall’approccio multilaterale ai problemi del mondo è ben evidente a tutti noi.
Ricevete allora, Signori Capitani Reggenti eletti, gli auguri più sinceri, affinché come Capi di Stato possiate implementare l’armonia del popolo cui presiedete, e, nella famiglia delle nazioni, facciate risuonare la serenissima voce della Repubblica di San Marino, nella direzione della costruzione della pace, dell’aumento dello sviluppo e del rispetto dei diritti umani.
Grazie.