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26 iscritti a parlare per il dibattito sulla giustizia

17 dic 2005
26 iscritti a parlare per il dibattito sulla giustizia
Quello sulla giustizia e’ il dibattito più atteso dopo i fatti della mattina. Il segretario Fabio Berardi chiede subito di smorzare i toni. Porta una relazione arricchita da una nota integrativa e dal verbale del consiglio giudiziario. 'Il problema è solo quello sollevato all’interno dell'organismo giudiziario, il resto sono solo polemiche pretestuose che nulla hanno di costruttivo e utile alla crescita della giustizia. Un riferimento difficile – ammette il responsabile alla giustizia – quello che e’ chiamato a fare in questo clima'. Cita poi la relazione con i passi avanti nell’ambito degli Infortuni sui luoghi di lavoro: grazie agli sforzi compiuti da tutte le parti interessate ha portato normalizzazione della situazione e a non piu’ altre prescrizioni di reati. Chiede di mantenere alta anche l’attenzione sui reati verso i minori. Sulle sue posizioni si allineano non pochi interventi, con l’elogio al lavoro svolto dal tribunale e al tempo stesso la richiesta di riportare la vicenda giustizia alle giuste proporzioni, non allo scontro e sotto i riflettori. Un dibattito con 26 iscritti che ha visto l’aula zittirsi quando ha parlato Giuseppe Rossi. Parla delle ingerenze politica nella magistratura e viceversa: 'sono in molti, - ammette Rossi - a dover modificare i propri comportamenti, e tra questi mi ci metto anch’io: sono stato uno dei firmatari dei 6 esposti, che indubbiamente hanno condizionato la politica negli ultimi tempi'. Dice poi di non aver ben capito come sono andate le cose dopo il consiglio giudiziario del 25 novembre, anche per spiegazioni che non sono arrivate dal Magistrato Dirigente. 'Se ci scandalizziamo – prosegue - quando politica fa ingerenza nella magistratura, e’ vero anche il contrario : io sono diretto testimone dell’ingerenza della magistratura in politica'. Torna dunque a ribadire le informazioni ricevute dal magistrato dirigente sul tirocinio Stolfi. Da registrare anche la richiesta avanzata dal consigliere Romeo Morri di una commissione d’inchiesta sui fatti della mattina, che hanno visto recapitare un provvedimento di audizione nei confronti di un membro del consiglio GG. E l’intervento di Mario Venturini: ricorda la cronistoria della vicenda giustizia, dalla famosa riunione a Palazzo Begni, presenti i capigruppo della maggioranza e il magistrato dirigente: 'La richiesta di rotazione nell’incarico rogatorie dimostra che il tribunale è diviso tra magistrati graditi e non graditi - ha affermato l’esponente di Alleanza Popolare. Ignoro – ha concluso - cosa intendano fare i partiti di governo oggi dopo l’assalto alla dirigenza'.