Scalda i motori, la politica, in vista del primo Consiglio dell'anno. Quando giungerà a conclusione un dibattito protrattosi a lungo: quello innescato dalla relazione delle Segreterie di Stato Interni ed Esteri sulle azioni necessarie per la gestione dell'Accordo di Associazione con l'Unione Europea. Forse il più strategico dei temi, in questa fase storica, per il Titano. Alla riapertura dei lavori in Aula non solo gli interventi residui - e la votazione dell'odg della Maggioranza e delle indipendenti Michela Pelliccioni e Giovanna Cecchetti -; anche un aggiornamento da parte del Segretario Beccari: inevitabile, risalendo al novembre scorso l'apertura del Comma. Sarà forse anche l'occasione per una ricognizione della road map con Bruxelles; dove le attività riprenderanno a pieno regime nei giorni a venire. Calendarizzato per la prossima settimana il voto al Parlamento europeo sull'”interim report”; quello redatto dalla rapporteur principale Zeljana Zovko, con la raccomandazione al Consiglio di una approvazione dell'Accordo. Ottimismo, alla Segreteria Esteri, sui feedback dell'Eurocamera.
A seguire, probabilmente sempre in gennaio, il vaglio del gruppo di lavoro EFTA sull'adozione del testo; che ormai ha già virato – come è noto – sulla natura mista. Quindi l'attesa approvazione da parte del Consiglio Europeo; che salvo imprevisti darà mandato alla Commissione per la firma. A quel punto non resterebbe che la cerimonia di sottoscrizione dell'Accordo fra le parti: UE, San Marino e Andorra. Quanto alle tempistiche tutto dipenderà dagli organismi europei; non esclusa una chiusura di questa fase entro febbraio. Poi il capitolo ratifiche. Con quella del Titano che avverrebbe a stretto giro; preceduta dalla convocazione di una Commissione Esteri, per poi finalizzare il tutto in Consiglio. Stando a quanto previsto, contestualmente verrebbe votata l'applicazione provvisoria. Anche in questo caso fiduciosa la Segreteria di Beccari; vista la precedente votazione di una serie di odg orientati ad un'applicazione quanto più celere dell'Accordo. Difficile, invece, prevedere i “tempi di reazione” dei vari Stati dell'Unione; ma a quel punto, per la Repubblica, il testo sarebbe comunque già operativo.