Accuse incrociate fra Ns, Ap e Md. Sullo sfondo la proposta di un'ampia coalizione

Si affilano le armi in una corsa che promette scintille. Sferra il primo colpo Noi Sammarinesi ad Ap che a sua volta attacca Movimento Democratico e Mussoni. Sullo sfondo la proposta di un'ampia coalizione, che divide le forze politiche. Nel mirino di Noi Sammarinesi la scelta di staccare la spina quando era necessario approvare il bilancio e dare input alle riforme. Incolpa poi parte della politica di aver lasciato spazio a registi esterni che cercano di gestire tutti i settori principali dell'economia mettendo propri uomini o dettando leggi, come per la protezione dell'investimento polo della moda, la cui procedura d'urgenza Ns si onora di non aver votato. Accuse forti, come quelle di Ap contro Movimento Democratico. “Alcuni loro uomini nuovi – ironizza - dopo essere passati per molti partiti e aver appoggiato alcuni dei politici più influenti del passato, oggi si ergono a paladini del nuovo e della moralità. Il Polo della Moda - sottolineano da via Cibrario – è progetto dell'intera maggioranza. Ap ricorda poi le battaglie nel nome della giustizia e della trasparenza, le posizioni su Cassa di Risparmio, che hanno portato ad una Commissione d'Inchiesta mentre alcuni consiglieri del Movimento Democratico tenevano in altre occasioni posizioni in difesa dello status quo. Torna la proposta di un'ampia coalizione che nell'urgenza sappia fare sistema. Noi Sammarinesi dice però no alle ammucchiate. “Alla base delle scelte di coalizione – spiega – sarà la libertà di servire il paese senza politiche clientelari verso i soliti padroni”. La grande coalizione richiama al concetto di solidarietà nazionale al di là dei simboli e dei credo politici. Un'utopia? Per Sinistra Unita sì. Al momento – dice Tony Margiotta - non ci sono le condizioni. Servirebbe infatti un'ammissione di uno stato di emergenza che invece viene negato dalla DC, che parla di ripresa. Affermazione che rafforza l'idea di un'alternativa ai partiti conservatori. Progetto nel quale possa rientrare anche Civico 10, cui Su guarda come alleato. Più possibilista Simone Celli. Il Consigliere di Labdem rileva le grandi difficoltà del paese: non si può non tenerne conto – dice – quando si fanno scelte. L'ipotesi di un'ampia coalizione politica e numerica è da tenere in considerazione ed approfondire. Dipenderà da contenuti e soluzioni. “Non sarebbe affatto male – continua Celli - se prevalessero responsabilità e unità d'intenti”. Civico 10 chiude la porta. “Siamo per una linea diversa”, dice Matteo Ciacci. Conferma condivisioni con SSD e Repubblica Futura. Peccato per Rete, che ha fatto altre scelte. Nel frattempo attende le decisioni degli altri interlocutori. “Altrimenti – dice – correremo da soli”. Gli occhi sono puntati sul Psd e tutti si aspettano, nella direzione di lunedì, la resa dei conti. E' arrivato il momento di decidere. Sarà la volta buona? Partiti e movimenti ne sono convinti: la prossima settimana il Psd scoprirà le carte.

MF

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