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Alleanza Popolare: Demagogia e opportunismo

7 nov 2012
Alleanza Popolare: Demagogia e opportunismo
Evidentemente preoccupati dalle fughe di sostenitori e candidati, Civico 10 ha sfoderato lo strumento, vecchio quanto il mondo, della demagogia spicciola per raccattare qualche consenso in piena campagna elettorale.
Come giudicare diversamente la proposta di devolvere una parte del contributo alle forze politiche a non meglio precisati bisognosi, nel bel mezzo della campagna elettorale?
Il movimento Civico 10 si è ben guardato dall’avanzare proposte di riduzione del contributo ai partiti prima dell’inizio della campagna elettorale, quando vi erano i tempi per discuterne ed eventualmente trovare un accordo comune. Oltretutto non crediamo spetti alle forze politiche fare carità alle persone ma, se così si vuole, non lo si fa con i proclami pubblici. Se determinati fondi sono eccessivi oppure non servono, è meglio lasciarli nella disponibilità dello Stato, anche per destinarli ad interventi di carattere sociale in base a strumenti di legge e in maniera imparziale. Strumentalizzare i problemi di persone in difficoltà per farne uno strumento di propaganda politica è molto discutibile.
Alleanza Popolare ritiene che i cittadini meno abbienti abbiano bisogno di interventi seri, che in parte sono già operativi ed in parte dovranno essere messi a punto, dal momento che proposte già contenute in un recente ordine del giorno consiliare – come quelle relative alla creazione di un fondo di solidarietà – sono state vanificate da chi ha provocato la crisi di governo ed ha impedito ogni iniziativa legislativa nell’immediato, su questo tema come su altri.
Più in generale va ricordato che chi si presenta alle elezioni per la prima volta ha diritto ad accedere ai mezzi di comunicazione e ai dibattiti istituzionali, ma non a finanziamenti specifici in quanto la propria rappresentanza politica e parlamentare è puramente ipotetica, fintanto che si saranno espressi gli elettori. Cosi è stato per Alleanza Popolare quando per la prima volta si è presentata nel 1993, con meno strumenti a disposizione di chi si presenta oggi per la prima volta.
Sul tema più generale delle risorse alle formazioni politiche, Alleanza Popolare a suo tempo ha fortemente sostenuto l’approvazione della legge specifica che regola il relativo finanziamento. La scelta fu quella di mantenere il finanziamento pubblico, per non mettere la politica nelle mani dei potentati economici e contemporaneamente esercitare un efficace controllo sul loro uso.
Oltretutto il finanziamento è parametrato all’ammontare delle entrate del bilancio dello Stato, e quindi ha subito progressivamente un calo significativo negli ultimi anni, accentuato dalla proposta avanzata da AP ed accolta in legge finanziaria di ridurre di un ulteriore 10 per cento l’ammontare complessivo. Se poi si ritiene che il contributo sia ancora eccessivo, allora meglio ragionare seriamente e lasciare perdere la demagogia di basso livello.
Inoltre, Alleanza Popolare, a differenza di Civico 10, non è per la politica di professione, che in una piccola realtà come quella di San Marino oltre che creare una casta di privilegiati, avrebbe come conseguenza l’aumento vertiginoso dei costi della politica. Infatti, in AP nessuno è pagato per fare politica a tempo pieno. Tanto meno in AP nessuno ha chiesto un distacco politico dalla PA per fare la campagna elettorale, con conseguente costo per le tasche di tutti i sammarinesi a causa della sua sostituzione per la durata del distacco. Oltretutto non si comprende come da una parte si predichi di ridurre le differenze di trattamento fra la PA ed il settore privato, per poi approfittare in prima persona di questi ed altri privilegi che offre il settore pubblico.
Tutto questo non è altro che la vecchia politica proposta da chi a parole predica il rinnovamento ma nei fatti ripropone il peggio del passato.