L'ampliamento dell'aviosuperficie s'ha da fare. All'indomani della Commissione congiunta dedicata al progetto per Torraccia, il segretario al Turismo, Federico Pedini Amati, ricorda l'importanza di portare a compimento l'opera, in primis, per la messa in sicurezza dell'area. Poi le opportunità economiche e turistiche legate all'allungamento fino a 900 metri, per consentire l'atterraggio di piccoli jet.
"Questo progetto - rimarca il segretario al Turismo - non è il progetto di Pedini, di Ciacci o di Gatti. Abbiamo consegnato tre relazioni. E' il progetto che vuole il Governo, così come il possibile investimento. Quindi il Governo è d'accordo sul fare questa opera".
"In tutti i programmi di Governo degli ultimi quattro esecutivi - sottolinea Pedini Amati - c'era la messa in sicurezza e, comunque, l'asfaltatura. Un dato è certo: tutta l'Aula in Commissione, maggioranza e opposizione, era d'accordo per andare avanti con la messa in sicurezza dell'aviosuperficie. Parlando chiaramente con i cittadini, spiegando loro nel dettaglio cosa si vuole fare, parlando con il comitato contrario". In merito ai costi: "Da una parte c'è un capitolo di bilancio che prevede 3 milioni e mezzo, ma l'opera ne costa 5".
In Aula si è discusso della possibilità di finanziamento per 29 milioni a un tasso dell'1,5 per cento in 18 anni da parte del fondo sovrano saudita. Alla fine si è arrivati a un ordine del giorno della maggioranza per definire un progetto complessivo entro giugno. Dall'opposizione, l'odg di Domani Motus Liberi che chiede un piano Paese di sviluppo. "L'ordine del giorno - spiega Pedini Amati - va nella direzione di prevedere una legge di spesa, però tenendo conto di un importo di 5 milioni, quindi non quello solamente da 3,5".
Sempre da Motus interrogativi sulle dinamiche interne in maggioranza, con la richiesta di chiarimenti su chi stia ostacolando l'ampliamento. "Lo vedremo - risponde il segretario -. Avremo degli incontri prossimamente. Se qualcuno sarà contrario a qualcosa, è il momento di dirlo".
Nel servizio l'intervista a Federico Pedini Amati (segretario di Stato Turismo)