Logo San Marino RTV

Appello della Reggenza all'Aula: più rispetto, ascolto e responsabilità condivisa

Nel loro primo discorso in Consiglio, Alice Mina e Vladimiro Selva richiamano all'unità: riconoscersi parte di un “destino comune”, non come formula, ma come impegno concreto.

di Monica Fabbri
15 apr 2026

Un richiamo forte, quasi solenne, al senso più profondo della democrazia: il ruolo delle Istituzioni – ricordano i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva – “esige equilibrio, imparzialità e rigore”, ma non può vivere da solo. Esiste solo nel contributo di tutti, “nella lealtà del confronto e nel rispetto reciproco”. Quest’Aula diventa così molto più di un luogo politico: è lo specchio della democrazia, dove “le differenze non si negano, ma si riconoscono” e dove ogni parola deve essere “all’altezza della fiducia dei cittadini”.

Il passaggio più intenso è sull’ascolto: “solo chi ascolta davvero è in grado di comprendere la complessità della realtà”. Perché ascoltare significa riconoscere l’altro, e da lì nasce la convivenza democratica. Da qui l’appello: respingere odio, violenza e intolleranza, anche nel linguaggio. Perché “le parole non sono mai neutre: possono unire o dividere, costruire o ferire”.

La dialettica è necessaria, ma ha un limite: quando diventa offesa, “incrina la fiducia dei cittadini e la credibilità delle Istituzioni”. E questo – ribadiscono i Capi di Stato – “non possiamo permetterlo”. Poi, un monito profondo: nessun potere è assoluto. Esiste solo se riconosciuto. E quando quel riconoscimento si incrina, anche ciò che sembra solido “si svuota, lentamente”, ricordandoci che la democrazia vive di equilibrio, limite e responsabilità condivisa. Forte il richiamo alla pace, principio identitario. In un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni, la Reggenza invita al dialogo e alla difesa della dignità umana, facendo proprio l'appello di Papa Leone XIV. Le conseguenze dei conflitti non restano lontane: arrivano nelle case, nelle preoccupazioni quotidiane dei sammarinesi, tra inflazione, caro energia e difficoltà crescenti.

Da qui il richiamo alla responsabilità dello Stato: garantire “pari dignità sociale” e diritti, mettendo sempre il bene collettivo sopra ogni interesse particolare. Perché la fiducia dei cittadini nasce da qui: da istituzioni corrette, trasparenti, credibili. E questa credibilità “non si proclama: si costruisce, giorno dopo giorno”. È un tempo difficile, che chiede visione e coraggio, ma soprattutto unità: riconoscersi parte di un “destino comune”, non come formula, ma come impegno concreto. Dentro questo orizzonte trovano spazio i giovani, chiamati a essere protagonisti, a mettere talento e responsabilità al servizio della comunità. Il futuro, infatti, non si costruisce nelle divisioni, ma nella responsabilità condivisa. E poi l’immagine più evocativa, ispirata a Piero Calamandrei: quella della farfalla. Simbolo di una libertà “lieve ma profonda”, discreta, silenziosa, ma essenziale. Perché la libertà – è questo il messaggio finale – non è mai definitiva. È fragile, quotidiana, e va custodita ogni giorno.

Leggi il discorso integrale 






File allegati


Riproduzione riservata ©