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Appello della Reggenza alla responsabilità: "L'emergenza non è finita. Il futuro è nelle mani di ognuno di noi"

4 mag 2020

Carissime concittadine e carissime concittadini,

dopo un ampio e serrato confronto fra tutte le parti coinvolte - politiche, sociali ed imprenditoriali - nella giornata di ieri abbiamo promulgato i due Decreti-Legge che segnano la conclusione della cosiddetta fase 1 di contrasto all’epidemia da covid-19 e danno avvio, a partire da domani, alla successiva fase 2 di ripartenza con un graduale allentamento delle misure più restrittive di contenimento del virus. Una decisione di certo non facile ed a lungo ponderata, in quanto, se è comprensibile da un lato l’esigenza di consentire la ripresa del lavoro, la riapertura delle attività produttive e una più libera circolazione all’interno del territorio, dall’altro occorre che tutto ciò avvenga nel rispetto delle indispensabili condizioni di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini.

Sicuramente i dati epidemiologici di questi ultimi giorni ci fanno sperare di avere contenuto la fase più critica dell’emergenza sanitaria, ma ciò non significa che il rischio pandemico sia debellato. Anzi. Occorre perseverare e continuare ad impegnarsi, anche se con regole diverse e meno stringenti, per contenere la diffusione del virus. Con questi nuovi provvedimenti è stata tracciata una strada che - ci teniamo a sottolineare - non può e non deve essere intesa come un ritorno alla precedente normalità. E’ semmai l’avvio di una nuova convivenza che poggia sul senso di responsabilità di ogni cittadino.

Sappiamo tutti che, ad oggi, l’unico modo efficace e concreto di contenimento del contagio è il mantenimento del distanziamento sociale e l’osservanza di precisi comportamenti. Ecco perché ci appelliamo a tutti voi. Ogni individuo deve essere consapevole che il suo diritto alla libertà personale finisce laddove inizia il diritto dell’altro alla sua salute. Il rischio concreto, infatti, è che dopo questa ripartenza, il comportamento non accorto e non responsabile di qualcuno possa portare ad un nuovo aumento dei numeri del contagio. Ciò comporterebbe una nuova chiusura di cui sarebbe veramente difficile ipotizzare la durata e con ripercussioni la cui gravità lasciamo a tutti voi immaginare. A fianco al senso di responsabilità di ognuno di noi nel mantenere comportamenti virtuosi occorre altresì un forte senso di appartenenza alla comunità che deve tradursi in un’alleanza tra medici, datori di lavoro, lavoratori, famiglie e cittadini tutti per gestire insieme questa nuova fase che – lo ribadiamo – non sarà semplice per nessuno e che poggia imprescindibilmente sull’impegno di tutti.

Anche se lo Stato, attraverso i suoi apparati, vigilerà sull’osservanza delle misure introdotte per la gestione di questa nuova fase, non possiamo demandare solamente a questo il suo superamento, ma dobbiamo essere coscienti che il futuro è innanzitutto nelle mani di ognuno di noi. Confidiamo pertanto nel vostro impegno, nella vostra determinazione e in quel senso civico di cui avete dato grande prova in queste settimane di restrizioni e di rinunce. Siate, siamo, cittadini attenti e sensibili. L’emergenza non è finita. Tuttavia, così come abbiamo superato la prima fase, riusciremo a superare anche questa seconda fase. Dipende da tutti noi.