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Approvata la legge di bilancio 2026

La maggioranza rivendica conti in sicurezza, deficit ridotto e credibilità internazionale, le opposizioni bocciano la manovra giudicata priva di visione e incapace di rilanciare sviluppo e welfare. Berti: "Ricatto inaccettabile della minoranza""

19 dic 2025
Approvata la legge di bilancio 2026

È stata approvata poco prima delle 11:30 la legge di bilancio 2026. I voti favorevoli sono 36, quelli contrari 14.  In mattinata è arrivato il voto dopo l'accordo trovato ieri e l'approvazione degli emendamenti nella notte.

Prima del voto finale, l’Aula ha approvato all’unanimità con 44 voti un ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche sulla valorizzazione delle aree strategiche del centro storico di San Marino, sull’accessibilità veicolare e pedonale e sul collegamento tra i diversi livelli urbani. A presentare l’iniziativa è stato Matteo Casali di Repubblica Futura, che ha parlato di un percorso di lungo periodo: "Chiediamo uno studio di fattibilità che produca risultati, positivi o negativi che siano, per intraprendere un cammino condiviso. La pianificazione territoriale guarda al medio-lungo termine e richiede il coinvolgimento della cittadinanza". Per la maggioranza, Filippo Tamagnini (Pdcs) ha sottolineato l’importanza di mettere a sistema studi e progetti già esistenti: "Il Monte Titano crea naturalmente diversi livelli urbani: collegarli significa migliorare la vivibilità e permettere a cittadini e turisti di godere appieno delle zone alte". Soddisfazione anche da Andrea Menicucci (Rf): "È un passo per restituire alle persone spazi di pregio oggi occupati dai parcheggi, migliorando sicurezza e qualità urbana", mentre Mirko Dolcini (D-ML) ha parlato di "opere infrastrutturali fondamentali per il futuro turistico della Repubblica".

Si è passati quindi alle dichiarazioni di voto sulla legge di bilancio. Dalle opposizioni giudizio fortemente critico. Nicola Renzi (Rf) ha definito il bilancio "scarno e privo di una vera spending review e di un piano di sviluppo", parlando di "tagli lineari raffazzonati" e di una maggioranza "incapace di produrre risultati". Ancora più duro Fabio Righi (D-ML): "È un documento che gestisce l’ordinario, aumenta le tasse e non affronta i nodi strutturali dello sviluppo". Anche Emanuele Santi (Rete) ha bocciato la manovra: "Continuiamo a chiudere con deficit strutturali senza una riflessione seria sulla spesa e sul debito pubblico", pur riconoscendo alcuni correttivi ottenuti grazie agli emendamenti dell’opposizione.

Di segno opposto le valutazioni della maggioranza. Massimo Andrea Ugolini (Pdcs) ha rivendicato "un bilancio che trova equilibrio senza misure straordinarie, riducendo il deficit e rafforzando la credibilità internazionale del Paese". Paolo Crescentini (Psd) ha parlato di "un documento tecnico e ordinato che rimette in sicurezza i conti pubblici", mentre Michele Muratori (Libera) ha evidenziato "lo sforzo collettivo di razionalizzazione della spesa senza rinunciare allo sviluppo". Critiche al metodo, ma con toni diversi, anche dagli indipendenti. Michela Pelliccioni ha lamentato "la mancanza di coraggio e di una visione politica chiara", mentre Giovanna Cecchetti ha difeso il lavoro della maggioranza parlando di "massimo senso di responsabilità in una situazione finanziaria complessa".

Il dibattito si è chiuso con il duro intervento di Gian Nicola Berti (Alleanza Riformista). "La maggioranza - ha detto - è stata costretta al silenzio e ha dovuto rinunciare al diritto di parola per giorni e notti intere solo per permettere il funzionamento dell'economia pubblica e dello Stato, subendo un ricatto inaccettabile che dura ormai dal 2008". Rivendicati i risultati economici: "Il PIL cresce, l’occupazione aumenta e il rating internazionale è migliorato". I lavori sono proseguiti con la ratifica dei Decreti legge e Decreti Delegati.





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