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Approvata la riforma tributaria, il dibattito sui giochi incendia il Consiglio

17 mag 2007
Sala del Consiglio
Sala del Consiglio
Uno contro tutti: il Segretario alle finanze Stefano Macina contro i consiglieri dell’opposizione, intervenuti in massa. Nella sua relazione ha ricordato un’azione svolta in tempi ristretti e con la minoranza impegnata in un’opposizione rancorosa e preconcetta. Lo Stato si è riappropriato della gestione dei giochi, ceduta in passato al privato.
La prima critica dell’opposizione è che si sia arrivati ad un apposito comma solo oggi. Di nuovo accuse alla Giochi San Marino, che raccoglie una sommatoria di illegalità e sulla cui buonuscita molti hanno chiesto spiegazioni. 2 milioni e 900 mila euro necessari - per il governo - all’acquisizione del ramo d’azienda della San Marino Giochi: il contratto delle macchine, i contratti d’affitto, le sale comprensive di arredi e predisposizione tecnologica e del personale per la gestione delle sale.
Molti hanno puntato il dito sul gioco d’azzardo. Pesanti critiche per la Cogetech e la pessima figura del governo.
La Dc è tornata a chiedere le dimissioni del Segretario Tito Masi, per aver gestito male la vicenda. “Non rispondo alle offese – inizia Tito Masi –. Le solite litanie. Sulla buonuscita, non è stato usato un euro dello Stato. Altri lo hanno dilapidato – ha detto Masi -. Avremmo perso 6 milioni di euro tra mancati incassi e imposte oltre ai costi di riavviamento dell’azienda. È stata una scelta imprenditoriale”.
“Bisogna capire – per Pier Marino Mularoni - se i giochi sono una scelta strategica o meno per il paese. Ma se è si bisogna investire”. I Democratici di centro hanno anche presentato un ordine del giorno che chiede di destinare la quota della Cogetech attraverso un’offerta pubblica in forma di azionariato popolare diffuso, limitato alle sole persone fisiche residenti a San Marino.
Così come un ordine del giorno è arrivato da Nuovo partito socialista, Popolari, Noi sammarinesi e Alleanza nazionale, invitando a una pausa di riflessione di 6 mesi. “Non c’è alcun caso” per Bindi, che aspetta le proposte. Quella di chiudere con i giochi è arrivata da Marco Arzilli, Monica Bollini e Federico Bartoletti.
Giuseppe Morganti ha chiesto di inviare ai sammarinesi anche i riferimenti della maggioranza, oltre al dossier dell’opposizione, perché i cittadini siano liberi di giudicare.
Non si spiega il proliferare di società per gestire giochi per Loris Francini: “Sospetto che dietro ci siano logiche di spartizione politica”. “Peccato che nella Dc nessuno voglia ricordare il passato – ricorda Mario Venturini -. I responsabili della convenzione con la Giochi San Marino sono tutti qui”. Il capogruppo Psd Claudio Felici ha risposto sui pochi interventi della maggioranza: “I consiglieri si esprimono solo quando c’è qualcosa di nuovo, oggi l’aula è tornata al dibattito di un anno fa”.
C’è stata poi la replica del segretario Macina che con amarezza sperava che il confronto politico fosse qualcosaltro. Conferma l’impegno di arrivare in tempi brevi verso una nuova legge sui giochi, e mettere in atto una serie di interventi sugli effetti sociali del gioco. Soprattutto consentire all’Ente di stato dei Giochi di svolgere la sua funzione di controllo.