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Approvato l'odg per avviare la riforma dell'ordinamento giudiziario

Maggioranza: "E' emergenza e servono interventi straordinari e immediati". Libera e Rf votano contro. Tutti i gruppi rinunciano al gettone notturno

di Giovanna Bartolucci
23 giu 2020
Approvato l'odg per avviare la riforma dell'ordinamento giudiziario

La giustizia ha monopolizzato anche la seduta serale del Consiglio Grande e Generale e poco prima della conclusione le forze di maggioranza hanno presentato un ordine del giorno che dà il mandato al Segretario di Stato Ugolini per avviare l’iter che porterà alla riforma dell’ordinamento giudiziario. Lo stato di emergenza, si afferma nel documento, evidenzia la necessità di interventi straordinari ed immediati in conformità con gli standard europei, pur considerando la realtà peculiare sammarinese di un piccolo stato. L’ordine del giorno, che prevede anche un confronto con commissione giustizia, magistratura, ordine degli avvocati e società civile, è stato approvato. Favorevole tutta la maggioranza, compatta nella volontà di procedere celermente verso la riforma per restituire ai cittadini fiducia nella magistratura e nella giustizia. Voto contrario invece da parte di Repubblica Futura e Libera che tuttavia ha dato disponibilità alla collaborazione a patto che la maggioranza abbandoni la logica delle tifoserie e delle fazioni, nell’ottica della ricerca di un equilibrio tra pesi e contrappesi.

Repubblica Futura, con il consigliere Nicola Renzi, ha motivato il dissenso affermando che prima di votare un ordine del giorno su questi temi andrebbe esaminata la relazione sulla giustizia per valutare la situazione dati alla mano, altrimenti si tratta solo di opinioni. Durante il dibattito l’ex Segretario di Stato alla Giustizia era stato duramente criticato da Gian Carlo Venturini del Pdcs che l’aveva indicato quale principale responsabile, insieme al Governo e alla maggioranza della precedente legislatura, della situazione in cui si trova il Tribunale. Aspre critiche al capogruppo di Rf anche dal Consigliere di “Noi per la Repubblica” Gian Nicola Berti. Riemerse, dunque, le contrapposizioni sulla giustizia e sul tribunale che ormai da molto tempo caratterizzano la vita politica sammarinese.

La seduta, proseguita oltre la mezzanotte, si è tuttavia conclusa con una decisione unanime: tutti i gruppi consigliari hanno deciso di rinunciare al gettone di presenza notturno.