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Arbitrato da 150 milioni, accuse incrociate tra DML e maggioranza

Dall'aula ai comunicati: è scontro politico tra chi chiede chiarimenti e chi invita alla prudenza

di Monica Fabbri
5 giu 2026

Dalle parole di fuoco in Commissione Esteri ai comunicati stampa al vetriolo. Prosegue anche fuori dall'aula lo scontro politico andato in scena il 3 giugno attorno all'arbitrato internazionale che vede coinvolto San Marino.

Ad accendere la miccia un'interpellanza di DOMANI-Motus Liberi, che chiede chiarimenti sia su una vicenda che potrebbe costare al Paese fino a 150 milioni di euro sia su indiscrezioni che parlano di una possibile transazione da 60 milioni con l'investitore bulgaro. Voci bollate dal Segretario Beccari come "mistificazioni" lesive per il paese. Sulla stessa linea non solo la maggioranza ma anche il Commissario di Rete Zeppa, che ha invocato prudenza su informazioni non verificate.

"Abbiamo semplicemente chiesto spiegazioni al Governo", ribadisce in una nota il movimento, denunciando quello che definisce un tentativo di spostare l'attenzione dalle responsabilità politiche che hanno portato San Marino davanti a una controversia internazionale senza precedenti. "Da una parte c'è chi vuole conoscere i fatti, dall'altra chi si scandalizza per le domande", attacca DOMANI-Motus Liberi, accusando la maggioranza di aver scelto la strada più comoda, preferendo l'attacco politico alle risposte.

Immediata la replica delle forze di Governo: nessuno mette in discussione il ruolo dell'opposizione, affermano i commissari di maggioranza, ma quando sono in gioco interessi nazionali delicatissimi servono prudenza e senso di responsabilità. Nel mirino quelle che vengono definite "insinuazioni, cifre non verificate e ricostruzioni parziali" che rischierebbero di indebolire la posizione della Repubblica mentre la procedura internazionale è ancora aperta.

E sollevano un dettaglio che brucia: anche parte dell'opposizione, in aula, avrebbe preso le distanze dall'approccio di Motus Liberi. "Un fatto che meriterebbe forse qualche riflessione in più e qualche slogan in meno." Due letture opposte della stessa vicenda. Per DML la trasparenza impone di fare luce su ogni aspetto della controversia. Per la maggioranza la tutela dell'interesse nazionale richiede invece cautela nelle dichiarazioni pubbliche. Il risultato è un nuovo scontro politico che, uscito dalla Commissione Esteri, continua ora a colpi di comunicati. Sullo sfondo resta però la questione più delicata: una partita internazionale ancora aperta.





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