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Aula chiude in anticipo ratificando decreti su Guardia di Rocca, Sanatoria e Concorsi pubblici

di Monica Fabbri
21 gen 2020

L'Aula accelera e chiude i lavori in mattinata, in anticipo rispetto alle previsioni. I numerosi decreti all'ordine del giorno scivolano via veloci. Il Consiglio ratifica le Modifiche al Regolamento del Nucleo Uniformato della Guardia di Rocca con diversi emendamenti del Governo, fra cui l'abrogazione del ruolo sine die per l'Ufficiale Comandante e l'abrogazione dell'articolo che riconosce l'istituto della reperibilità, “non perché non si voglia uniformità di trattamento fra i corpi – spiega il Segretario agli Esteri Luca Beccari - ma perché serve una riflessione generale sugli orari di servizio anche in base alle esigenze di sicurezza”. Si dice quindi disponibile a trattare il tema a parte, regolamentando reperibilità e orari di servizio per Guardia di Rocca, Gendarmeria e Polizia Civile.

Si passa quindi alla proroga dei termini per la presentazione della domanda di concessione edilizia in sanatoria straordinaria che slitta al 30 settembre 2020. Il Segretario al Territorio Stefano Canti completa il quadro: ad oggi le sanatorie straordinarie sono 765 di cui 250 già approvate. E con l'introduzione del 12% di tolleranza sono 290 le pratiche che non rientrano più nell'abuso e che quindi non devono pagare per mettersi in regola. Nessuna obiezione sulla proroga, anche se “l'ennesima”, con Vladimiro Selva di Libera che per evitare in futuro altri rinvii suggerisce l'introduzione di benefit per chi rispetta i termini di legge. Canti assicura che porterà all'attenzione delle commissioni interventi intesi “come integrazione, non modifiche, per non dover riconteggiare tutte le pratiche”. Ragionerà anche sugli oneri, sulla possibilità di un aumento percentuale per chi sana oltre i termini. Tutti temi che vanno però approfonditi – dice - in ambito di commissioni competenti e ordini professionali dato che “serve massima condivisione dopo il confronto”.

Tutto liscio anche per il decreto che attua – come spiega il Segretario agli Interni Elena Tonnini - una serie di semplificazioni in materia di trasparenza per concorsi e selezioni. Si va a spacchettare la procedura del concorso pubblico con la parte dell'ammissione svolta dagli uffici e con la partecipazione dei sindacati. Si apre la possibilità di fare bandi in base al profilo di ruolo ma senza indicare a priori dove essere collocati. Obiettivo: fare bandi che indichino una rosa di possibili candidati per permettere all'amministrazione di individuare all'interno di quella rosa la persona migliore per quel profilo. Uno degli emendamenti del Governo – afferma la Tonnini – vuole proprio rendere ancor più attuativo questo principio”.