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Banche, politica estera, giustizia: nel mirino delle opposizioni ancora il segretario Renzi

di Annamaria Sirotti
15 mag 2019
serale a DomagnanoLa serata a Domagnano
La serata a Domagnano

Tanti fronti aperti, un denominatore comune per le opposizioni: “le politiche fallimentari di Adesso.sm, con in testa Alleanza Popolare e il suo uomo di punta, Nicola Renzi”. Denise Bronzetti, del PS, inquadra così temi e toni della serata, partendo dalla giustizia: “Nelle Commissioni di Giustizia dell'autunno 2017 già le prime avvisaglie – dice – nella direzione di agevolare alcuni poteri forti”.

Renzi nel mirino per la politica estera, con Gerardo Giovagnoli del PSD che parte dal rapporto con l'Italia: “nessuno sviluppo nelle relazioni dalla fine della scorsa legislatura” e l'annunciato rinnovo della convenzione del '39 in fase di stallo. Poi i Negoziati con l'UE. Parla di “esercizio della diplomazia segreta” e osserva: “Mancano informazioni, mentre il tempo stringe. In queste ore Renzi è a Bruxelles, ma non sappiamo con quale mandato”.

Federico Pedini Amati di MD guarda al ruolo di Renzi nella consulenza Gozi: “In Consiglio – dice - ha mentito in maniera lampante dichiarando che il Congresso non si era interessato alla vicenda, smentito invece dalle dichiarazioni sia dell'ambasciatore maltese Frazier, sia dello stesso Gozi”.

Ancora, divulgazione di sms e intercettazioni ambientali: Roberto Ciavatta di Rete si interroga sulla loro attendibilità, ma riflette anche sul quadro che in qualche modo delineano: “Non sappiamo chi sia Nicola – dice – ma l'altro è Grandoni, un soggetto vigilato che dà chiare indicazione ad un membro della politica su come gestire Banca Centrale, soggetto vigilante. Credo che su questo la magistratura abbia il dovere di interrogarsi” conclude, annunciando la presentazione di un nuovo esposto.

Torna sul capitolo banche e su quello che chiama “decreto Salva-Cis” Tony Margiotta del Gruppo Misto. Ricorda l'obiettivo primario: “la tutela dei risparmiatori, delle aziende, dei fondi pensione” e ribadisce “la cittadinanza si aspetta che a ripianare le perdite siano i soci o chi ha causato il dissesto e non lo Stato”.

Legge elettorale, infine: attraverso i dati, Alessandro Cardelli del PDCS mette in luce “le distorsioni che l'attuale legge ha prodotto sulla rappresentatività: con 6105 voti (35 consiglieri) - spiega - la maggioranza rappresenta 3210 cittadini. Le opposizioni (25 consiglieri) con 12.301 preferenze ne rappresentano 6194”.