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Bilancio 2020 alla prova dell'aula: pieno appoggio di Civico 10 e SSD, riserve da tutte le altre forze politiche

Lunedì si torna in aula per completare il dibattito. A seguire la votazione dell'articolato

8 nov 2019
Bilancio 2020 alla prova dell'aula: pieno appoggio di Civico 10 e SSD, riserve da tutte le altre forze politiche

In apertura di seduta, questa mattina, il consigliere, Enrico Carattoni, che fa parte di “Area Democratica”, la corrente di minoranza di Ssd, nel comma comunicazioni - che è stato inserito su suo impulso - ha espresso netto dissenso per il mancato inserimento all'ordine del giorno della presa d'atto della nomina dei giudici. Le critiche più severe le ha rivolte a chi, in SSD e Civico 10, ha cambiato idea, rispetto alla linea che era stata tenuta finora Il capogruppo di Ssd Giuseppe Morganti gli ha risposto che, dopo aver ascoltato in Ufficio di Presidenza il riferimento della Reggenza, non si poteva far altro che attestarsi su questa decisione. La rappresentanza in aula di Repubblica Futura ha ribadito che la presa d'atto della nomina dei giudici era invece doverosa mentre tutti gli altri interventi provenienti in particolare da esponenti del Pdcs e di Civico 10, hanno avallato la scelta del rinvio.
Superata questa fase l'aula nel pomeriggio ha approvato all'unanimità la procedura d'urgenza per velocizzare l'approvazione del Bilancio 2020, illustrato in sintesi dal Segretario di Stato alle Finanze Eva Guidi. Il disavanzo – ha detto - sarà di 28 milioni 934mila euro e non ci sarà alcun taglio allo stato sociale, in particolare nella sanità e nell'istruzione. E' un bilancio tecnico, ha precisato Eva Guidi, ma contiene anche misure e indirizzi precisi. Entro il 2020 è previsto l'avvio di riforme strutturali, come quelle delle imposte indirette e dirette; si razionalizza l'accertamento fiscale, si prorogano le misure nell'ottica della sostenibilità ambientale. Il testo, prodotto dal tavolo istituzionale, è formato da 43 articoli ed i capogruppo di SSD e Civico 10, Giuseppe Morganti e Matteo Ciacci, hanno espresso pieno sostegno, ma gli esponenti di tutte le altre forze politiche hanno manifestato riserve. Teodoro Lonfernini, del Pdcs, pur essendo favorevole all'approvazione del testo nel suo complesso, ha dichiarato contrarietà, in particolare, sull'istituzione del tavolo permanente quadripartito, sull'anagrafica dei debitori e sulla tutela dei fiducianti Smi. Riserve condivise da Iro Belluzzi del Psd che ha già annunciato il voto contrario. Anche Roberto Ciavatta, di Rete, ha manifestato contrarietà rispetto agli stessi tre articoli e ha parlato di risultato non edificante al tavolo, segnalando anche la mancanza della relazione della commissione di controllo sulla finanza pubblica. Secondo Roberto Giorgetti, di Repubblica Futura, il tavolo istituzionale non ha prodotto i risultati annunciati nelle premesse e non ha raggiunto le finalità dichiarate, così come Rf aveva sostenuto fin dall'inizio del percorso. Ne è uscito quindi un risultato confuso, così come il dato sul deficit che potrebbe essere più alto. Ciononostante ha assicurato il contributo della sua forza politica sull'articolato, tenendo fede all'impegno di non presentare emendamenti. Anche Giorgetti ha segnalato la mancanza della relazione della commissione di controllo sulla finanza pubblica, così come Pasquale Valentini, del Pdcs, che ha espresso forti riserve, soprattutto per i vincoli di bilancio posti nei confronti del Governo che uscirà dalle elezioni. Dunque la situazione appare incerta anche perché consiglieri di Pdcs, Psd, Rete, l'indipendente Margiotta, Repubblica Futura, Andrea Zafferani (ex Civico 10) e Fabrizio Francioni di SSD hanno manifestato forti perplessità su alcuni aspetti. La seduta è stata sospesa alle 20 e riprenderà lunedì prossimo.